Il 4 gennaio scattano i saldi invernali: «È il nostro riscatto contro l’online»

In alcuni negozi già pre-sconti per chi ha la fidelity card. Gola (Confcommercio) all’attacco dello shopping sul web

MANTOVA. L’ora X dei saldi scatterà il 4 gennaio, ma sono già molti i negozi in centro e in provincia ad aver iniziato nei giorni scorsi con pre-saldi esclusivi per i possessori di fidelity card. Altri si stanno preparando anche con merce di magazzino, piuttosto che fuori stagione e non manca chi annuncia già sconti del 50 e 70% sulla maggior parte dei prodotti.

Spiega il presidente cittadino di Confcommercio Stefano Gola che «le vendite di fine stagione rappresentano un momento molto importante per gli operatori del fashion retail. Le maggiori entrate permettono infatti di affrontare con più serenità le prossime scadenze». Il 2020, aggiunge, «sarà un anno all’insegna della sostenibilità anche per il settore moda e gli stessi saldi saranno “sostenibili”» e i consumatori «potranno fare acquisti consapevoli dal punto di vista non solo socio-economico, ma anche etico-ambientale».

A difesa dei negozi di prossimità minacciati dalle crescenti spese online, il presidente dei commercianti di città ricorda che «fare acquisti nei negozi che animano i centri urbani, significa scegliere colori e tendenze dei prodotti di moda, toccare con mano la qualità, provare e trovare le taglie a prezzi molto competitivi, senza ansie di attese di un corriere o dover ricorrere a fastidiose procedure di reso. Senza contare che, gran parte dei prodotti acquistati online arrivano a destinazione, in strade e città sempre più intasate e inquinate, con pacchi e imballaggi che dovranno essere poi smaltiti».

Per questo, Confcommercio ha chiesto e apprezzato l’introduzione della web digital tax per i colossi del web che vendono in Italia, auspicando una regolamentazione comune da parte della Ue. «Occorre però fare di più – prosegue Gola – per sostenere le attività che rendono vive le nostre città con più luce, decoro, sicurezza e relazioni. Comprare nei negozi è certamente più sostenibile dal punto di vista ambientale e decisamente molto più stimolante dal punto di vista relazionale ed emozionale».

La stagione delle occasioni di shopping a Mantova, come in tutta Italia, durerà sessanta giorni e FederModaMantova, la categoria che rappresenta i commercianti del settore aderenti a Confcommercio, fa presente che questi saldi interesseranno 15,6 milioni di famiglie italiane (su un totale di 26 milioni) e muoveranno in totale 5,1 miliardi di euro con una spesa media a famiglia di 324 euro, circa 140 euro a persona.

Un rito collettivo, quello delle vendite di fine stagione, che muove migliaia di persone a caccia dell’affare e che contribuisce a rianimare vie e centri dei nostri comuni. «Saranno saldi in linea con quelli dello scorso anno – commentano gli imprenditori del settore – ma avranno il pregio di risvegliare i consumi, siamo ottimisti».

Nonostante il periodo di sconti invernali non sia ancora cominciato, tante persone già nel pomeriggio del 2 gennaio, in città come nei vicini centri commerciali, stavano approfittando degli ultimi giorni di ferie per farsi un’idea sulle occasioni.

IL VADEMECUM DI FEDERMODA

Cambi

La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi
 
Non c’è obbligo. È a discrezionalità del negoziante.
 
Prodotti in vendita
 
I capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
 
Indicazione prezzo
 
C’è l’obbligo per il negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili).
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