Altri 10 anni di viaggi Trenord, Pd e pendolari mantovani: «Grave errore»

Regione Lombardia, La consigliera Forattini pronta a chiedere l’intervento delle autorità di controllo: «Assegnazione senza gara mentre i disservizi del 2018 superano i 22 milioni» 

MANTOVA. «Approvazione dello schema di accordo contrattuale di conciliazione per la chiusura della gestione relativa all’anno 2018 del contratto di servizio 2015-2020 tra Regione Lombardia e Trenord e determinazioni in merito al contratto di servizio per il periodo 2021-2030»: porta la data del 23 dicembre la delibera con cui Regione Lombardia ha da una parte quantificato in oltre 22 milioni il costo (tra penali, servizi non resi e bonus ai pendolari) dei disservizi 2018, e dall’altra ha confermato per altri 10 anni (2021-2030), con un affidamento senza gara, il contratto per il trasporto pubblico regionale proprio a Trenord.

Scelta non digerita né dai pendolari lombardi, mantovani in primis, nè dai consiglieri Pd in Regione, con in prima fila la mantovana Antonella Forattini. «È una scelta, molto discutibile – dichiara quest’ultima – che dobbiamo interpretare come non ci sia la volontà di affrontare il problema del servizio ferroviario regionale attraverso l'indizione di una gara, anche solo per lotti funzionali. Gara che rimaneva l'unica possibilità di prospettiva per invertire la rotta, a meno che la Regione non intendesse aprire un confronto con Ferrovie dello Stato, socio al 50% di Trenord». Se fosse questa la strada che Regione vuole intraprendere «sarebbe utile saperlo – aggiunge – D'altronde questa possibilità era stata espressa dal ministro De Micheli a dicembre, ma non sono seguite dichiarazioni del presidente Fontana». Ma se così non fosse «dobbiamo desumere da questa delibera che la volontà di Regione, e della Lega, sia quella di proseguire con Trenord anche per i prossimi dieci anni, senza affrontare il nodo societario». Convinta che «il servizio ferroviario regionale ha bisogno di discontinuità rispetto al passato e alle scelte prese fino a qui» Forattini ricorda la raccolta firme del Pd «per dire basta Trenord che ha visto l’adesione di 10mila pendolari in soli due mesi» e annuncia: «Invieremo la delibera alle autorità preposte al controllo come Art e Anac e il 14 in consiglio verrà presentata una nostra interrogazione».

Quest’anno sono vent'anni che la Lega governa la Lombardia: «È evidente che dopo tanti anni non si è più in grado di vedere i problemi, e risolverli – è l’affondo della Forattini – Problemi di cui dovrebbe occuparsi anche la consigliera Cappellari che non è mai intervenuta in soccorso dei pendolari e invece preferisce attaccare la buona amministrazione del sindaco Palazzi che sta risolvendo problemi fermi da decenni. Lei cosa ha fatto per Mantova?».


Dal canto loro anche i comitati dei pendolari InOrario e Utp contestano l’affidamento a Trenord: «Affidare per altri 10 anni a chi non sembra in grado di gestire oggi neanche l’esistente servizio a livelli di decenza, peraltro con un aumento della spesa pubblica, senza pretendere immediati e sensibili miglioramenti è, quantomeno, assai discutibile». Insomma Regione Lombardia «deve dimostrare che tale scelta è stata ponderata a 360 gradi e che sia risultata davvero quella con meno controindicazioni».
M.V.


 

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