A San Benedetto Po rimossi i tigli del viale. Sui social è protesta

L’amministrazione per via Dugoni: «Erano malati». I cittadini lamentano: «Era meglio curarli prima»

SAN BENEDETTO PO. Era stato anticipato dall’amministrazione comunale. Ma il taglio delle alberature di via Dugoni, tigli di circa 80 anni di vita avvenuto lunedì 13 gennaio, ha suscitato un coro di proteste sui social. In molti si sono chiesti se l’intervento era necessario e se non si poteva come salvarli.  La verifica della stabilità delle alberature era stata disposta dall’amministrazione la scorsa estate, dop oche un tiglio nel corso di un temporale si era schiantato su una recinzione, sfiorando un passante.

Un campanello d’allarme che ha fatto disporre una verifica dello stato di salute delle piante, eseguito poi dallo studio Eureco. Dalla rilevazione è emerso che dei 57 tigli della strada era necessario ed urgente abbatterne 40, in considerazione del precario stato statico con rischi per l’incolumità delle persone.



«Ero presente al sopralluogo - spiega un cittadino - secondo me è stato fatto in modo molto sommario. Soprattutto l’amministrazione si era impegnata a informare tutti in modo capillare, invece abbiamo visto solo un cartello che informava che si procedeva a delle potature. Invece si sono proprio abbattuti i tigli».

Le piante verranno rimesse a dimora nel quadro del previsto progetto di risistemazione proprio di via Dugoni. E c’è chi teme che proprio questo sia il motivo dell’urgenza degli abbattimenti. «Penso che proprio aver fatto il progetto abbia decretato una condanna a morte delle piante» dice un altro utente su Fb.



La spesa totale è di 20mila euro per gli abbattimenti e di altri 10mila per la ripiantumazione. «Basta che non sia da rifare come quella fatta alcuni anni fa» segnala un altro cittadino.

Qualcuno chiede di conoscere le relazioni. «Un conto è parlare di piante malate, un conto di mal tenute. La cattiva manutenzione può avere danneggiato i tigli. Che vivono mediamente oltre 200 anni. Questi erano giovani. Difficile pensare che ci siano 40 malati su 57 in una popolazione così. Temo che siano state sbagliate le potature fatte, oppure che siano state tranciate delle radici». Ipotesi che però chi ha visto i tronchi tagliati non può giudicare. «MOlte piante erano veramente cave dentro - scrive un cittadino -. Ma altre erano sane. Perché non si è fatta un’assemblea con i cittadini, o almeno con i residenti della zona?». 

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