La sfida dei madonnari diventa una festa in Messico

Il 12 ottobre, giorno del compleanno di Cesare Spezia, scelto come data per la giornata internazionale dei pittori di strada

CURTATONE. «Amor, ch’a nulla amato amar perdona». Le parole di Dante, sbocciate tra le pagine della Divina Commedia e scolpite nel cuore degli innamorati, ben si prestano a descrivere il profondo affetto che lega Cesare Spezia, memoria storica dell’incontro nazionale dei Madonnari di Grazie, agli artisti del gessetto.

Lui, volontario 84enne impegnato da quasi mezzo secolo a tutelare l’arte effimera. Loro, pittori di strada, a cui Spezia ha saputo dare la dignità di artisti e che in lui vedono un angelo custode. Un angelo senza peli sulla lingua, sempre pronto a scendere in campo in loro difesa. Tanto amore non poteva che essere ricambiato. Tre mesi fa gli street artist hanno istituito la giornata internazionale del madonnaro, in onore di Spezia. La data non è stata scelta a caso: il 12 ottobre, il compleanno di Cesare.

L’iniziativa è stata tenuta a battesimo nella città messicana di Monterrey, alla 16esima edizione del festival Bella Via, organizzato da Rosy Loyola. Per l’occasione i pittori Perla Moon e Wenseslao Garcia hanno dipinto, fuori concorso, il ritratto di Spezia. La giornata internazionale del madonnaro è nata in Messico ma è stata subito adottata anche da Regno Unito, Germania, Costa Rica, Francia, Perù, Colombia, Australia e Stati Uniti.

«È un grandissimo onore – commenta Spezia – non posso tenere per me un simile privilegio: voglio condividerlo con tutti i madonnari, perché la pittura di strada abbia la stima che merita, e dedicarlo al concorso di Grazie, esempio universale di arte effimera».

A riprova del fatto che nessuno è profeta in patria, il riconoscimento è arrivato da lontano. Eppure, se oggi Grazie è considerata la capitale mondiale del gessetto, il merito va in larga misura a Spezia, coordinatore dei madonnari e custode, fino a due anni fa, dell’archivio storico del concorso.

«Non voglio medaglie – precisa – ma mi piacerebbe avere dal mio paese un riconoscimento morale, per il mio impegno come volontario. Da oltre un anno ho difficoltà a spostarmi da casa, a causa di un problema a un piede. So che è in programma la digitalizzazione dell’archivio storico e mi auguro che questo compito sia affidato a persone competenti, perché nessun documento venga manomesso. Mi piacerebbe che il mio nome comparisse in rete, ma soprattutto vorrei che il museo dei madonnari tornasse ad essere ciò che era un tempo: un luogo unico al mondo. Attualmente è una galleria di quadri anonimi, che spesso ospita mostre di dipinti a olio».

E aggiunge: «Stiamo attenti a non banalizzare l’arte effimera e il concorso di Grazie. Non esiste spettacolo più bello, perciò bisogna saper creare la giusta attesa. Ricordiamoci di difendere le tradizioni: gli artisti devono dipingere soggetti sacri ma la manifestazione deve restare laica, aperta a concorrenti di tutte le religioni, anche agli atei».

Come ogni maestro che si rispetti, Spezia ha un’allieva: Raffaella Marastoni, volontaria del Centro Italiano Madonnari. "A lei – svela – ho trasmesso il mio sapere». Il custode dell’arte effimera è anche esperto di storia risorgimentale e inventore della pittura a gessetto su terra battuta, seccata al sole su tavole di legno.

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