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Abusi edilizi e inchieste

Quattro anni vissuti costantemente in bilico

MANTOVA. Un rapporto tormentato quello di Pro-Gest con Mantova. Fin da quando la società degli Zago è sbarcata in riva ai laghi acquistando dalla Burgo la fabbrica sospesa di Nervi, è stato chiaro che remunerare l’investimento di 16 milioni sostenuto per rilevare lo stabilimento e quello necessario per far ripartire un’unità produttiva ferma da due anni, avrebbe avuto costi ambientali molto alti per la città.

Pro-Gest, infatti, dopo l’acquisto, disse di voler installare un nuovo turbogas e un nuovo inceneritore più potenti anche se più performanti, a detta degli Zago, dal punto di vista ambientale. Subito si registrava la sollevazione del comitato dei cittadini contrari ai due impianti, giudicati troppo inquinanti in una situazione già di per sé compromessa dopo decenni di presenza dell’industria petrolchimica. Comunque, l’iter per avere le varie autorizzazioni comincia. Il 9 agosto 2017 Pro-Gest ottiene l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per produrre nella cartiera virgiliana carta per ondulatori con una capacità produttiva di 575 tonnellate al giorno.


Il 24 ottobre dello stesso anno la società deposita la richiesta di valutazione di impatto ambientale per aumentare la capacità produttiva di carta fino a 1.1159 tonnellate al giorno. La richiesta comporta modifiche agli impianti. Il 24 settembre 2018 si tiene la prima seduta della conferenza di servizi che dovrà dire sì o no alla società. L’11 ottobre arriva il preavviso di diniego che poi si trasformerà in un no con l’appoggio anche del Comune di Mantova.

A questo punto, Pro-Gest si dice pronta a rinunciare all’inceneritore per avere, però, la possibilità di raddoppiare la produzione, fondamentale per non far lavorare l’azienda in perdita. L’anno scorso si apre la nuova conferenza di servizi, tuttora in corso, per decidere.

Nel frattempo, arrivano gli esposti in procura da parte degli anti-inceneritore. Nella vicenda, poi, irrompe la magistratura quando sequestra più di 90mila tonnellate di carta straccia prodotte durante l’attività di prova degli impianti, una quantità notevole poi messa nei piazzali con il rischio di inquinare falde e terreni. Come se non bastasse, Pro-Gest, nell’eseguire i lavori di ristrutturazione in cartiera, ha compiuto diversi abusi edilizi, alcuni dei quali sanati col pagamento di 318mila euro di multa e altri finiti in procura.
 

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