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Mantova, Cartiera senza inceneritore verso la Via. E adesso si tratta sul nodo compensazioni

Appello dell’azienda agli enti: ora davvero tempi certi e brevi. La Provincia: l’iter può essere chiuso entro il 9 marzo

MANTOVA. La scritta “eliminato”: leggi al capitolo inceneritore. A 20 anni dalla sua prima autorizzazione, da oggi (17 gennaio) l’impianto di recupero energetico della cartiera di Mantova è stato ufficialmente cancellato dalle procedure autorizzative. Un punto fermo da cui non si torna indietro: comunque sarà, la fabbrica che uscirà dalla conferenza di servizi aperta stamattina in Provincia sarà senza termovalorizzatore, per la prima volta dal 1998. Conferenza che punta a concludere il suo iter tra il 28 febbraio (per la Via) e il 9 marzo (per l’Aia) ma deve già affrontare un primo nodo: le opere di compensazione sparite dal nuovo progetto.

«Si tratta di una rinuncia volontaria all’inceneritore rispettosa delle preoccupazioni dei cittadini di Mantova e che punta a superare i motivi ostativi che avevano portato al preavviso di diniego alla Via dello scorso ottobre. Una rinuncia importante nell’auspicio che questo progetto, il cui investimento oggi supera i 300 milioni di euro, possa partire in tempi brevi e certi visto che gli enti conoscono ormai i documenti a menadito»: assente la famiglia Zago, in apertura le parole del procuratore speciale di Pro-Gest Carmine Damiano suonano come un ultimo appello agli enti. E non manca anche un passaggio sul «capitale umane che non va disperso» perché, come dichiarerà poi a margine, «la cartiera non vuole lasciare a casa nessuno» ma mantenere uno stabilimento fermo ormai non sarebbe più sostenibile in assenza di certezze per il futuro.

Alla presenza di Provincia, Comune, Arpa, Ats, Parco del Mincio, vigili del fuoco, sindacati, rsa dei lavoratori, esponenti dei no-inceneritore, legali e periti nominati dall’azienda, per oltre un’ora la consulente ambientale della cartiera, Gabriella Chiellino, ha illustrato il nuovo progetto “in riduzione” con gli impatti aggiornati sulle componenti ambientali. Attualmente, ha ricordato, la cartiera è autorizzata (Aia 2017) per produrre 575 tonnellate di carta al giorno mentre erano 1.159 nell’Aia 2016, per una centrale termoelettrica alimentata a gas, un inceneritore da 39.480 tonnellate all’anno (erano 80mila), un depuratore, il non utilizzo delle discariche Burgo e il loro futuro ripristino ambientale e per lo stoccaggio e la gestione di rifiuti. Oggi l’azienda chiede un provvedimento autorizzatorio unico (comprensivo di Aia e Via) per poter tornare a una capacità produttiva di 1.159 tonnellate al giorno. Ovvero al raddoppio produttivo.

Il nuovo progetto prevede oltre all’eliminazione dell’inceneritore, anche un aggiornamento tecnologico dei settori impiantistici dedicati alla produzione di carta con ulteriore recupero di acqua e fibra, l’aggiornamento delle misure di mitigazione dell’impatto acustico e «nuovi interventi migliorativi chiesti dagli enti» quali: l’utilizzo nel turbogas del biogas (circa 1% rispetto al gas totale) prodotto dalla sezione anaerobica del depuratore, una nuova gestione del percolato prodotto che verrà smaltito come rifiuto e non come scarico, interventi per la riduzione delle emissioni odorigene e del rumore. Oltre a una serie di modifiche minori per, ad esempio, uno stoccaggio più razionale di materie prime e additivi e la depurazione delle acque reflue industriali e meteoriche.

Lo studio di impatto ambientale realizzato da Pro-Gest alla luce delle modifiche previste conclude che emissioni, ricadute, impatti su suolo, sottosuolo, fauna e flora non cambieranno rispetto all’impianto già autorizzato o miglioreranno. Per l’impatto sanitario: «L’eliminazione dell’inceneritore costituisce un ulteriore strumento per contenere un aggravio di per sé da considerarsi già molto contenuto».

Dalla ciclabile ai contributi caldaie, agli interventi sulla viabilità: a domanda diretta della Provincia («che fine hanno fatto?«), il “caso” delle compensazioni previste dal progetto precedente e ora scomparse emerge quasi in chiusura di conferenza. Immediata la richiesta dell’assessore all’Ambiente Andrea Murari: «La rinuncia all’inceneritore è dirimente, ma chiediamo anche il mantenimento degli interventi di mitigazione previsti nel progetto precedente, in particolare quelli sul traffico». Risposta della cartiera: «In sede di conferenza troveremo un accordo sulle compensazioni prioritarie». Insomma il nodo non è di quelli insormontabili, ma c’è da trattare. —

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