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Si è spento l’avvocato Avanzini, signore d’altri tempi

Figlio di Ennio, uno dei deputati dell’Assemblea costituente  era uno dei legali storici della città, molto noto e benvoluto. Aveva 85 anni, era un appassionato di cavalli 

MANTOVA. Lutto per il mondo forense mantovano. Il 19 gennaio si è spento a Mantova, dove era nato, Lucio Avanzini, uno degli avvocati che hanno fatto la storia della professione in città negli ultimi 50 anni. Avrebbe compiuto 86 anni il 22 aprile. Appena la notizia si è diffusa in città, dove era molto noto, molti gli attestati di cordoglio pervenuti alla famiglia e, in particolare, alla moglie e al figlio Ennio, pure lui avvocato, non solo da colleghi ma anche da semplici conoscenti che ne avevano apprezzato negli anni le doti umane oltre che professionali.

Avanzini era un avvocato per tradizione familiare. Avvocato fu il padre, Ennio, membro dell’Assemblea costituente per la Dc che diede vita alla Costituzione repubblicana, la carta fondamentale del nostro vivere in comune, e più volte sottosegretario. A lui, però, la politica attiva non interessava. Invece, non ha mai abbandonato del tutto l’attività forense, anche se da qualche tempo aveva diradato le sue presenze in studio. Amò sempre la sua professione tanto che nel 2004 l’Ordine degli avvocati di Mantova gli conferì la medaglia d’oro per i 40 anni di servizio (lui si iscrisse all’Ordine nel maggio 1964 e divenne cassazionista nel 1986).


«È un pezzo di vita del foro che se ne va - commenta con dolore il presidente dell’Ordine degli avvocati di Mantova Maria Chiara Messora - Lo ricordiamo tutti con grande affetto per la sua grande professionalità e per la sua disponibilità. È sempre stato presente alle varie manifestazioni organizzate dall’Ordine e dal Tribunale. Era anche una persona molto simpatica con cui si conversava piacevolmente».

Ai ricordi professionali si assommano quelli personali: «Conoscevo Avanzini fin dai tempi in cui si incontrava con mio padre, suo coetaneo e anche lui avvocato, quando io ero una ragazzina. Aveva un modo di porsi da uomo della vecchia nobiltà, molto gentile ed educato, che mi ha sempre colpito. In questo momento io e tutti i colleghi siamo vicini alla moglie e al figlio Ennio. Mi dispiace di non poterlo onorare visto che i famigliari hanno deciso per i funerali privati, ma sicuramente nelle prossime settimane l’Ordine lo celebrerà con un’iniziativa ad hoc per ricordare sia lui che tutti gli altri colleghi scomparsi di recente».

Colpito dalla perdita del collega anche Paolo Trombini, presidente dell’Ordine degli avvocati sino a qualche mese fa: «Lucio - così lo ricorda - era un professionista molto preparato. Ed era famoso per l’eleganza, sia nei modi che negli abiti, che mostrava quando si presentava in tribunale. Era anche un appassionato di equitazione e questo suo amare i cavalli e l’eleganza lo facevano essere un signore d’altri tempi».

Avanzini è stato anche per lungo tempo, alla fine degli anni 90, presidente del Circolo La Rovere, un’associazione di medici e di avvocati in prevalenza, ma rappresentativa anche di varie categorie professionali, a cui diede un particolare impulso.
 

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