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Coraggio e spirito di servizio Premiati 5 agenti della Locale

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Mantova presente: sono cinque gli agenti di polizia locale premiati ieri al Castello Visconteo di Pavia dal presidente della Regione Attilio Fontana e dall’assessore alla sicurezza Riccardo De Corato. I cinque hanno meritato la croce e il nastrino per essersi contraddistinti in eventi particolari, che hanno trovato spazio nella pagine della Gazzetta.

Nel luglio del 2018 il vicecomandante della polizia locale di Mantova, Luigi Marcone, riuscì a salvare un uomo disperato, solo e invalido, deciso a uccidersi gettandosi nel lago dalla Diga Masetti. L’uomo riconobbe in Marcone un ex compagno di calcio e acconsentì a parlare soltanto con lui. Modulando parole e tono alla psiche scheggiata dell’amico di un tempo, il dirigente della polizia locale lo convinse a ripensarci, a rimettere assieme i cocci della sua esistenza e affidarsi alle assistenti sociali.

A settembre dello stesso anno il comandante della polizia locale di Asola, Marco Quatti, si trovava a Canneto sull’Oglio quando, armata di due coltelli da macellaio, ubriaca e feroce, la badante Barbara Chmurzynska aveva già ucciso la bibliotecaria Paola Beretta e ferito due passanti. Al momento fuori servizio, allertato dalle urla mentre si trovava in visita dal padre in casa di riposo, Quatti si precipitò in piazza e scagliò una bicicletta addosso alla donna, per poi immobilizzarla con l’aiuto di alcuni passanti. Un intervento tempestivo, quello di Quatti, che evitò altri feriti, se non addirittura morti.

Tre gli agenti di Roverbella premiati ieri a Pavia: il comandante Emanuele Feudatari, Corrado Cordioli e Cesare Franchini, che insieme intervennero a spegnere una lite furiosa il Primo maggio del 2018. La sera del giorno di festa, con i negozi chiusi e le vie del paese deserte, incrociarono i propri passi due fratelli italiani e un nordafricano. I tre già si conoscevano, bazzicavano gli stessi luoghi, e i rapporti tra loro era viziati dalla ruggine del risentimento. Sentendosi minacciato, il nordafricano chiamò anche il suo di fratello e la lite divampò, a colpi di caschi e con tanto di morsi a staccare di netto la falange di un dito. A far precipitare la colluttazione lungo il piano inclinato della violenza anche due spari, da una pistola che soltanto in un secondo momento si scoprì essere una scacciacani caricata a salve. —

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