Presidio Pd in stazione: «No al rinnovo a Trenord Metà dei treni in ritardo»

MANTOVA. Presidio in stazione per dire «No a Trenord e sì alla gara per il gestore del servizio ferroviario». Volantinaggio all’alba ieri per il Partito democratico cittadino, preoccupato per la proroga, da parte della Regione Lombardia, del contratto con Trenord per altri dieci anni, senza chiedere cambiamenti sostanziali, il rinnovamento della dirigenza e del servizio offerto. Uno «schiaffo in faccia della Lega ai pendolari», che tutti i giorni devono sopportare ritardi, disagi e cancellazioni.

«Come Pd cittadino - ha detto il segretario, Giovanni Pasetti - siamo qui a manifestare contro l’assurdo andazzo di questa concessionaria che, nonostante gli innumerevoli ritardi dei suoi treni si è appena vista rinnovare la concessione stessa. La nostra azione è su due fronti: continuare a premere su Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndr) perché venga costruito il secondo binario della Mantova-Milano, e pungolare la Regione Lombardia affinché intervenga su Trenord perché diminuisca il numero dei ritardi, che è intollerabile. Un numero ben oltre ogni media da Paese civile. Questi disservizi isolano Mantova dal resto della Lombardia e noi non vogliamo più una Mantova isolata».

Ma ecco i numeri. Se è vero che non tutti i disservizi dipendono da Trenord, è altrettanto vero che la responsabilità per ritardi e soppressioni è, il più delle volte, imputabile alla concessionaria. Almeno secondo i dati diffusi da Rete ferroviaria italiana, che nell’ultima analisi disponibile ha preso in considerazione il periodo da gennaio a ottobre dello scorso anno. Secondo la distribuzione percentuale per macro-causa (a esclusione degli scioperi), le soppressioni di treni sono addebitabili a Trenord per il 68,4% dei casi, per il 14,6% a Rfi e per il restante 17% a cause esterne. Anche la responsabilità per i ritardi (in questo caso dei treni fuori dalla fascia pendolare), secondo l’analisi, è da attribuire per il 67,8% a Trenord.

Se si considera soltanto la linea Mantova-Milano, a novembre sono state più di cento le ore di ritardo accumulate. La percentuale di treni arrivati in stazione con un ritardo inferiore ai cinque minuti è stata di appena il 52% (fonte Utp). È andata un po’ meglio a dicembre, con una percentuale del 69%. Qualche esempio. Nel dettaglio, a novembre, il treno per Milano delle 6.41, uno dei più gettonati dai pendolari, ha subìto ritardi superiori ai cinque minuti in 16 viaggi su 30 (53%). Peggio ancora per il treno delle 8.41: in questo caso la percentuale di ritardi è stata del 72%.

E non è andata meglio sulla via del ritorno dal capoluogo: il treno delle 18.20 dalla stazione centrale di Milano, per esempio, è arrivato fuori orario di oltre cinque minuti nel 73% dei casi. In dicembre, la situazione non è progredita per il treno delle 6.41, mentre è andata un po’ meglio, in generale, per le altre corse della linea. —
 

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