Da tutto il mondo a Guidizzolo per le nuove macchine agricole

Orticoltura-tecniche in campo si conferma un evento di richiamo internazionale. Da Russia e Usa le delegazioni più grandi, oltre 50 aziende produttrici coinvolte

GUIDIZZOLO. Al banco registrazioni, balza subito all’occhio il plico di passaporti con le scritte in cirillico. È dalla Russia che arriva, del resto, il gruppo di visitatori più numeroso di Orticoltura – Tecniche in campo, la tre giorni dedicata alle macchine agricole d’ultima generazione partita il 22 gennaio a Guidizzolo.

Nata nel 1995, a cadenza biennale, quest’anno la fiera punta in alto: sono attesi cinquemila operatori, quasi il doppio della scorsa edizione. E l’elenco di chi si è già registrato è un giro del mondo: quaranta i Paesi di provenienza, con Russia e Stati Uniti tra le delegazioni più numerose. Oltre cinquanta le aziende produttrici coinvolte. Costruiscono macchine, attrezzature e accessori per la coltivazione orticola, e a Guidizzolo, oltre a mostrare i frutti dei loro ultimi investimenti in ricerca e sviluppo (attraverso l’esposizione e i seminari tecnici), danno vita alle dimostrazioni in campo, il piatto forte della fiera.


Lo conferma Artur Starkov della Newagri Group Russia, che è arrivato fin qui con un gruppo nutrito di potenziali compratori: «È la mia terza volta a Guidizzolo. Mi piace molto perché è possibile vedere il funzionamento delle macchine in campo. In tre ore, i miei clienti vedono tutta la gamma disponibile. L’altra cosa interessante è che siamo vicini agli stabilimenti di produzione».

Anime della manifestazione la Ferrari costruzioni meccaniche e la Idromeccanica Lucchini. «Il nostro intento – spiega Francesco Ferrari, titolare della “Costruzioni meccaniche” – è mostrare la tecnologia italiana alla clientela internazionale. Siamo partiti, 25 anni fa, con qualche piccola serra e ci siamo dati, ogni anno, obiettivi sempre più grandi. Il mercato chiede cose sempre più avanzate e noi portiamo novità in tutte le edizioni». Novità che, il più delle volte, strizzano l’occhio all’ambiente: «Qui ci sono innovazione tecnologica e rispetto per l’ambiente – aggiunge Massimo Lucchini, presidente dell’azienda omonima – si mette a nudo il futuro del settore, con tecniche di coltivazione che consentono di salvaguardare il terreno, usare meno acqua e limitare le emissioni».

Nel Mantovano, sono una decina le aziende che sono riuscite a superare la fase di ristrutturazione del settore: «Negli ultimi anni abbiamo perso diverse aziende – prosegue Ferrari – ma quelle rimaste sono molto combattive. Lo spazio c’è, però bisogna investire, internazionalizzare. E soprattutto, servono forze nuove in azienda». Ferrari sa bene di cosa parla: nell’ultimo anno, sono state assunte sette persone, per ora a tempo determinato ma con l’obiettivo di confermarle se l’azienda continuerà a galoppare. Il mercato la sua parte la sta facendo bene. «Registriamo incrementi importanti. Abbiamo già ricevuto ordinazioni per trecento macchine, e la stagione non è ancora partita. Siamo già al 60% del fatturato dello scorso anno e stiamo per partecipare a fiere importanti: California, Berlino, Saragozza. Il problema sarà trovare la maestranze».

Tra gli espositori un’altra azienda mantovana che ha fatto dell’intuizione, della ricerca e della flessibilità i propri punti di forza: l’azienda agricola Sergio Gremizzi di Asola, che produce piantine orticole da foglia in cubetto.«Siamo partiti quarant’anni fa come azienda agricola – racconta la figlia del fondatore, Micaela – Seminavamo in campo, soprattutto cicoria, poi abbiamo provato a produrre i primi cubetti e abbiamo capito che funzionava. Col tempo abbiamo scelto di abbandonare l’attività prettamente agricola e di dedicarci a questo. Il segreto? Alta qualità e precisione. Sempre».

La guida allo shopping del Gruppo Gedi