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Allontanata dai figli da un anno, la madre denuncia 5 giudici

Sotto accusa anche il Servizio tutela minori del Comune giudicato inadempiente. L’esposto è stato depositato due giorni fa alla Procura della Repubblica

Giancarlo Oliani
2 minuti di lettura

MANTOVA. La mamma di due bambini, allontanata dalla casa familiare per presunti maltrattamenti nei loro confronti, accusa i giudici che finora hanno esaminato la vicenda, d’aver colpevolmente ignorato tutti i numerosi elementi di prova che smentivano le accuse e d’aver ribadito gli ordini di allontanamento escludendola così dalla vita dei suoi figli. Due giorni fa, tramite l’avvocato Massimo Fiorillo del foro di Modena, che ha anche sollecitato un’ispezione ministeriale, è stata depositata in Procura una denuncia nei confronti di cinque giudici e del Servizio tutela minori di Mantova. La denuncia elenca una serie di presunti reati nei confronti dei magistrati. Tra questi omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio, lesioni e maltrattamenti in danno di minori e abbandono di minori. «La mamma - scrive l’avvocato nella denuncia - è consapevole della delicatezza e gravità dell’esposto ma ritiene di essere vittima di una colossale ingiustizia».

La vicenda. Il 9 novembre 2018 viene emesso dal tribunale un provvedimento cautelare (poi confermato) con il quale la madre viene allontanata dalla casa familiare per presunte condotte violente commesse in danno dei figli.

Le viene ordinato di non avvicinarsi a loro (una distanza di almeno 200 metri) e ai luoghi da loro frequentati. Dal novembre 2018 e quindi per oltre un anno - si rileva nell’esposto - la donna è estromessa dalla vita dei figli senza sapere di quali condotte violente è accusata, senza sapere cos’ha fatto per meritare una punizione tanto grave e prolungata nel tempo. Inoltre - si legge sempre nell’esposto - le accuse rivoltele dal marito si sono rivelate prive di fondamento, come dimostra il fatto che il pm del procedimento penale ha richiesto l’archiviazione. E ancora, dall’esame degli atti acquisti nei diversi fascicoli aperti in tribunale emergerebbe la falsità delle accuse, per stessa ammissione dell’ex marito. Risulterebbero invece, secondo la donna, prove dell’infondatezza delle accuse: le relazioni delle assistenti sociali avrebbero escluso tracce di maltrattamenti. Le insegnanti non avrebbero notato, è sempre la tesi della madre, segni di violenze.

«I due minori - si legge nella denuncia della madre - sin da primo momento dell’allontanamento, hanno manifestato a più riprese il desiderio che la madre tornasse a vivere con loro, anche in considerazione del fatto (noto al tribunale e agli assistenti sociali) che il padre resta assente dalla casa familiare per lunghi periodi e che, in conseguenza di ciò, sono costretti a vivere con l’anziana nonna paterna e il compagno di quest’ultima». E ancora: «I minori stanno manifestando sempre più gravi ed evidenti segnali di malessere e peggioramento dello stato di salute psicologica, come emerso dal Servizio tutela dei minori affidatario.

L’affidamento ai servizi sociali - accusa la madre - si è di fatto trasformato in un affidamento esclusivo alla nonna paterna, inammissibile perché non chiesto. Il servizio comunale ha gravi responsabilità in ordine a quanto si sta verificando, posto che esso è affidatario dei minori e dunque titolare in prima persona di obblighi di cura e sostegno verso i ragazzi: si è limitato a svolgere incombenze meramente ricognitive della situazione». —


 

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