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I ritardi dei treni scaldano il clima nell’Emilia al voto

Gli utenti della linea ferroviaria Parma-Suzzara, insieme con Federconsumatori, hanno sollevato il problema dei disservizi sempre crescenti

R.N.
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VIADANA. Una delegazione del comitato pendolari della linea ferroviaria Parma-Suzzara ha incontrato il 22 gennaio nella città ducale il governatore uscente di Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Gli utenti erano affiancati da una rappresentanza di Federconsumatori. I cittadini hanno fornito un resoconto sui disagi e disservizi patiti con frequenza pressoché quotidiana. Nel corso del 2019, i treni arrivati in orario (entro cinque minuti di ritardo) sono stati poco più del 71%, cioè venti punti percentuali sotto l’impegno contrattuale formalizzato dall’azienda Tper nella Carta dei servizi. Ma a novembre (spesso a causa di guasti, ma a volte anche di vandalismi) i treni puntuali sono stati meno del 50%, e a dicembre addirittura un imbarazzante 32,9%. I pendolari hanno segnalato, inoltre, la scarsa disponibilità di biglietti, la mancanza di controlli (con conseguente dilagante fenomeno dei viaggiatori privi di biglietto), insufficienti informazioni nelle stazioni e a bordo treno, stazioni chiuse, problemi ai passaggi a livello, servizi sostitutivi non disponibili o male organizzati.

Bonaccini ha convenuto che la linea non è degna di una regione come l’Emilia, e fornito rassicurazioni: «I fondi per l’elettrificazione sono ad esempio già stanziati».

Per quanto riguarda la navetta Viadana-Brescello, al momento gestita da Apam, Bonaccini ha detto che è al vaglio l’ipotesi di ricondurne la gestione a Tper, così da migliorare la sincronizzazione treno-navetta ed evitare ai pendolari da/per Viadana di rimanere appiedati a causa di eventuali ritardi dei treni. L’esponente Pd si è impegnato, in caso di rielezione (si vota domenica 26; ndr), a reincontrare il comitato entro la seconda settimana successiva all’eventuale rielezione.

A fronte di tale impegno, Federconsumatori ha sospeso il presidio di protesta convocato per giovedì 23 gennaio di fronte alla stazione di Parma. L’associazione chiede analoga disponibilità a impegnarsi per la risoluzione dei disservizi anche agli altri candidati alla presidenza.
 

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