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Il paese è incredulo dopo lo sparo. «Volpi un tipo tutto casa e lavoro»

Casaloldo. La vicina: «È un bravo ragazzo e viene da una famiglia perbene, non ha mai dato problemi». Il sindaco Raschi: «È sempre stata una persona rispettabile, grande dispiacere per la vittima»

CASALOLDO. «Robe da mat». I clienti del bar interno al supermercato Peroni non si capacitano: quanto successo mercoledì sera a Casaloldo ha lasciato di stucco un po’ tutti. Di Massimo Volpi, il 54enne che ha sparato con la sua carabina colpendo Ottavio Telaroli, si racconta che è un tipo schivo, si vede poco in giro.

Casa (ad Asola) e lavoro (alla Amfag di Casaloldo), poca vita mondana. «Chissà cosa gli è saltato in mente – dice un anziano prima di entrare al supermercato – Mi sembra strano che si possa arrivare a sparare a una persona perché ti da fastidio il rumore di un compattatore dei rifiuti...». «Lui viene qua ad aprire la casa dei genitori che non ci sono più – racconta la vicina Rosa Morellio – io e mio marito ogni tanto lo vediamo ma non siamo in confidenza però da quello che so è un uomo normalissimo, non ha mai dato problemi. Il suo papà e la sua mamma erano delle brave persone, gente che lavorava. Di lui sinceramente non so molto perché quando si è sposato è andato a vivere ad Asola».



Qualche strana voce su Volpi in paese gira, ma va presa per quello che è. «Sparava spesso ai piccioni e ai topi» dice una donna di mezza età mentre spinge il carrello all’uscita del Peroni. Sarà vero? La realtà è che i Servizi sociali di Casaloldo e Asola non hanno alcuna pratica aperta a suo nome, un cittadino come tanti almeno stando alle carte dei Comuni. Anche con le forze dell’ordine nessun problema: il 54enne risulta infatti incensurato.

Certo, qualche dubbio può venire se si ripensa a all’episodio dell’anno scorso, quando Volpi aveva sparato, sempre con la sua carabina calibro 4 a un furgone del supermercato, pure in quell’occasione dal giardino della casa dei genitori. «In quel caso ci ha chiesto di non sporgere denuncia – aveva raccontato il titolare del market, Roberto Peroni mercoledì sera – perché a sentire lui voleva colpire dei topi. Fu di parola e pagò i danni come promesso». Chissà cosa è passato nella testa di Volpi quando ha deciso di sparare al 73enne Telaroli, l’operaio addetto allo smaltimento dei rifiuti del Peroni: tanto ad Asola quanto a Casaloldo la domanda salta di bocca in bocca. Un raptus? O magari il fastidio crescente per quel rumore a due passi dalla casa dei genitori è esploso tutto in una volta? Di questo è di molto altro ieri sera Volpi ha discusso nella casa di strada Sesta, dove si trova ai domiciliari, con il suo avvocato Carlo Pegoraro, che da ieri conosce nei dettagli la ricostruzione dell’accaduto del 54enne che comunque già 24 ore prima aveva dato la sua versione dei fatti ai carabinieri di Castel Goffredo. Intanto i sindaci di Casaloldo e Asola, Emma Raschi e Giordano Busi, allargano le braccia spiegando che il gesto di Volpi non era certo prevedibile.

«È una persona rispettabile – afferma Raschi – di sicuro si è macchiato di un gesto ingiustificabile e grave. Per come l’ho conosciuto io è un uomo che vive per la famiglia e il lavoro. Mi spiace molto per Telaroli e gli auguro una pronta guarigione».

L’uomo è nei guai, oltre che per aver sparato il colpo con cui ha ferito Telaroli, anche per il possesso dell’arma: non risulta alcuna autorizzazione per la carabina né tantomeno un porto d’armi. Insomma, il 54enne si è reso protagonista di un gesto totalmente sconsiderato e potenzialmente molto pericoloso.

 

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