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Il sisma 2012 torna alle Camere: raffica di emendamenti

Maggioranza e opposizione hanno presentato le richieste per il Mantovano. Dalla proroga dei mutui, all’Imu. I parlamentari: «Lavoreremo per il territorio»

MANTOVA. Tornano in discussione al Parlamento le norme che regolano gli sgravi e l’erogazione dei fondi ai danneggiati dal terremoto del 2012. A riportare sotto i riflettori nazionali il tema, l’approvazione del cosiddetto decreto Milleproroghe, le cui linee fondamentali sono state licenziate dal governo a fine 2019 e che affronterà il nodo dell’aula a inizi febbraio. Come tradizione, il “milleproroghe” è l’occasione per un riassestamento delle norme emergenziali che, appunto, vengono prorogate di anno in anno. Anche se l’ “assalto alla diligenza” fa chiedere a molti parlamentari modifiche che nulla c’entrano con la materia dei decreti-legge.

Non è il caso dei parlamentari mantovani, ciascuno dei quali ha raccolto dal territorio le esigenze, espresse direttamente dai sindaci interessati, dalla cabina di regia dei Comuni del cratere sismico e infine dal Commissario regionale delegato per il sisma. Una sinergia fra enti locali e parlamentari di riferimento che ha fruttato già la proroga del termine dello stato di emergenza «prorogato a fine 2021 - ricorda il parlamentare Matteo Colaninno - grazie al lavoro del ministro di Italia Viva, la mantovana Elena Bonetti che in consiglio dei ministri ha fatto approvare la sua proposta». Colaninno (Italia Viva, maggioranza) ha anche a sua prima firma presentato emendamenti riguardanti la proroga dell’esenzione dell’Imu sugli immobili inagibili causa sisma e di sospensione del pagamento delle rate di mutui per gli enti pubblici.


Gli emendamenti sono stati dichiarati ammissibili dal vaglio dei funzionari delle commissioni parlamentari che hanno dato via libera anche al pacchetto presentato dal Movimento 5 Stelle (maggioranza)con la firma del deputato Alberto Zolezzi. Anche in questo caso si è puntato sulle proroghe del personale a supporto dei Comuni, del pagamento degli straordinari, del supporto tecnico, nonché dei mutui privati sugli edifici inagibili.

Un pacchetto uguale è anche stato firmato da Andrea Dara (Lega Salvini, opposizione) che ha raccolto le indicazioni provenienti dal territorio. Con un piccolo “giallo” rappresentato dalla bocciatura di un emendamento che chiedeva di rendere più flessibile l’uso dei fondi non utilizzati per la ricostruzione privata. «Quando nel 2016 vennero erogati 70 milioni aggiuntivi per compensare l’iniziale stima per difetto dei danni, si pensò di vincolarne la destinazione alla ricostruzione privata, che era allora la cosa più urgente - spiega Dara- Ma oggi le necessità, a ricostruzione privata ormai quasi completata, si sono spostate sule pubblica si sta rivelando più onerosa del previsto: a esempio, la scuola di Pegognaga dai 7 milioni iniziali è passata ad una richiesta di 10,5; l’impianto idrovoro di Sermide da 8 milioni è passato a 12; lo Strozzi Palidano di Gonzaga da 13,5 a 15,5». Ma fra i 900 emendamenti (su 2004) dichiarati inammissibili c’è anche questo, bocciato anche dopo un ricorso. Mentre lo stesso, proposto da M5S è passato. «L’emendamento era importante, tanto quanto gli altri, e lo ripresenterò nuovamente alla prossima occasione utile - conclude Dara - e comunque, visto che quello dei 5Stelle era identico al mio, lo voterò. Perché il sisma non ha un colore politico. Lavoriamo per il territorio».
 

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