Pericolo scampato per l’ex Roncaia: intatto l’organico

Dopo il fallimento, la società subentrata continua il lavoro. I sindacati: «Ordini garantiti, c’è stata anche un’assunzione»

CASTELBELFORTE. Il 3 ottobre scorso il tribunale di Mantova dichiarò il fallimento della Mrc srl, ex riseria Roncaia. . Subito dopo la pubblicazione della sentenza, i sindacati si fecero avanti, temendo ripercussioni sui lavoratori, una quindicina in tutto.

Dopo una serie di incontri con l’azienda, l’allarme sembra ora rientrato. Gli ordini ci sono, il lavoro prosegue e il numero di operai impiegati non è cambiato.


«Siamo contenti, il pericolo sembra scampato - commenta Ciro Di Lena, sindacalista della Fai Cisl che, con il collega Dino Santopietro di Flai Cgil, segue il caso - Il curatore fallimentare ha subito dato la possibilità ad AgriRice, la società subentrata nel marzo 2018 alla Mrc, ex Riseria Roncaia, di continuare ad operare. Il lavoro c’è, le cose vanno bene e gli operai hanno mantenuto il loro posto. C’è stato un po’ di turnover, qualcuno è andato in pensione, qualcuno, per paura di quello che sarebbe potuto succedere, ha scelto di licenziarsi; alla fine l’azienda ha dovuto fare un’assunzione, perché rimasta sotto organico. Ora i dipendenti sono 14, quindi sostanzialmente lo stesso organico di prima».

«Le commesse ci sono e gli ordini per i prossimi mesi sembrano assicurati - va avanti Di Lena - Non abbiamo motivo di dubitare ».

Intanto, per quanto riguarda la ex Roncaia, l’adunanza per la verifica dello stato passivo è fissata davanti al giudice delegato Andrea Gibelli il 26 febbraio. Un pezzo di storia che si chiude, dunque. La riseria Roncaia è tra le più antiche del settore: gestita da almeno cinque generazioni dalla famiglia Roncaia, secondo le fonti storiche, cominciò la produzione nel lontanissimo 1790. Nel 2006 il marchio Roncaia, venne accorpato alla Scotti, dando vita alla società Mrc. Ma la fusione non diede buoni risultati e nell’ottobre 2018 venne approvato il concordato preventivo, a fronte di un passivo di oltre 19 milioni di euro. E di conseguenza, il fallimento. —

DM

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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