Agricoltura e cambiamenti climatici: «Sì ai sistemi green»

Per le associazioni i mutamenti impongono nuove soluzioni. «Ma sempre salvaguardando la tipicità dei nostri prodotti»

MANTOVA. Il mondo sta cambiando e l’agricoltura è pronta a rispondere. Ieri nella sala consigliare del comune di Borgo Virgilio è stato organizzato un incontro per discutere di commercio globale dei prodotti agricoli, mutazioni climatiche e compatibilità ambientali, lasciando libero accesso non solo a imprenditori, cooperative e operatori commerciali del settore ma anche a tutti i cittadini.

«È un argomento di grande attualità – introduce Paolo Carra, presidente provinciale Coldiretti – il cambiamento socio-economico, così come climatico, è evidente. Le industrie agricole italiane sono ricchezza per il nostro paese, ed è importante che rispondano a questi cambiamenti con innovazioni e investimenti in nuove tecnologie, riuscendo a mantenere le caratteristiche che contraddistinguono i prodotti, adottando un sistema il più possibile green. È quello che richiedono all’estero – conclude - dove riconoscono di più la tipicità».

Ma come muoversi in questa direzione? «Mantova è una delle province che investe di più in questo settore – precisa Alberto Cortesi, presidente provinciale di Confagricoltura – ci distinguiamo grazie alla nostra capacità imprenditoriale. Abbiamo di tutto, se una parte di settore dovesse andare male sarà sempre compensato da altri. Il vero obiettivo è quello di dirigersi verso accordi internazionali – spiega – perché senza risultiamo penalizzati, c’è bisogno di esportare e trovare nuovi mercati».

«Nessuna attività come quella agricola può rispettare così bene le norme di sostenibilità – afferma Cesare Baldrighi, presidente del consorzio Grana Padano –. Per riuscire a esportare con successo è necessario dare garanzie di qualità, di salubrità e valorizzare il made in Italy. Grana Padano è ormai presente all’incirca su tutte le tavole degli italiani e non si può pensare di andare oltre sul mercato nazionale. Bisogna spostarsi al di fuori, offrire tutte queste garanzie ed essere attrezzati per affrontare le normative internazionali. Per questo gli accordi con altri Paesi – spiega – sono una grande opportunità e un grande mezzo. In sintesi, serve valorizzazione dei prodotti e sviluppo di mercato».

Il dibattito ha voluto sottolineare come queste affermazioni debbano essere concretizzate e come siano necessari finanziamenti, incentivi per l’investimento e supporto del governo. «Non c’è un’attenzione così alta da parte del mondo politico – interviene Antonella Forattini, membro della commissione Agricoltura della Regione – la Lombardia è immobile quando si tratta di questo argomento. Ma la politica dovrebbe essere lungimirante nel rispondere a queste esigenze, non bisogna sempre arrivare ad affrontare emergenze».

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