A Mantova il primo catasto solare, obiettivo: energia e calore dai tetti

Il Comune mappa con i droni le coperture di tutta la città: basta un clic per conoscere il potenziale della propria abitazione e sapere dove i pannelli avrebbero una resa maggiore

MANTOVA. Quanta energia elettrica e termica potrebbe produrre il tetto di casa nostra se installassimo un impianto solare? Per saperlo oggi a Mantova basta un clic: collegandosi al Sit (sistema informativo territoriale) del Comune, (progetto Siticloud accessibile anche a utenti non registrati) si viene catapultati nel catasto solare cittadino, il primo in Italia, con indicati, casa per casa, non solo i kilowattora producibili ma anche le porzioni di tetto più performanti. Una mappa in 3D di tutti i 21mila immobili della città, realizzata per l’assessorato all’Ambiente dai droni della startup parmigiana Aerodron, la stessa che già si occupò di individuare le coperture in amianto. Un lavoro complesso che ha dovuto tener conto di uno stuolo di variabili (dall’orientamento delle singole falde dei tetti alle dimensioni, dalla vicinanza o meno ad altri edifici o alberi alla torbidità dell’aria, dalla presenza di polveri sottili alla variazione dell’esposizione solare mese per mese) quello presentato dall’assessore Andrea Murari con la dirigente Giulia Moraschi e Roberta Marchioro del settore Ambiente del Comune e dal direttore generale di Aerodron Romeo Broglia.



Mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, migliorare la qualità dell’aria, ridurre i consumi di energia da fonti fossili incrementando la produzione in loco da rinnovabili: spiega Murari che gli obiettivi del progetto vanno verso quella «transizione energetica che tutte le città devono percorrere e che qui a stiamo già facendo concretamente» e che ciò si traduce in un risparmio non solo in termini ambientali per i cittadini. «È un progetto di assoluta avanguardia – aggiunge Broglia – che tiene conto anche degli ingombri cdi velux e camini indicando per ogni copertura le aree utili all’installazione di pannelli solari e il loro potenziale sia termico sia fotovoltaico».

Su quasi 4 milioni di metri quadrati coperti, lo studio prodotto da Aerodron ha individuato 464mila metri quadrati di “area utile” capace di produrre 78.189 megawattora da impianti fotovoltaici e 244.342 da solare termico con conseguente potenziale riduzione di anidride carbonica (prodotta dalle fonti fossili) di 41.518 tonnellate ovvero quanto si potrebbe ottenere piantando 207.593 alberi con un ciclo di vita di 20 anni. Già all’attenzione di Tea per un futuro piano di sviluppo energetico della città, l’obiettivo Mantova Solar City rischia però di dover fare i conti in centro storico con una serie di vincoli paesaggistici. «Mentre i quartieri sono tutti adatti a interventi di questo tipo – conferma Murari – per il centro storico va aperta la discussione con gli enti competenti anche alla luce delle continue innovazioni tecnologiche».


 

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