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Somministrati e autonomi: nasce a Mantova lo sportello della Cisl

In provincia di Mantova gli interinali sono quasi 6mila: il 3% degli occupati. Il segretario di categoria mette in fila le tutele del nuovo contratto collettivo

Igor Cipollina
2 minuti di lettura
Da sinistra Guido Fratta, Emanuele Zelioli e Dino Perboni nella sede della Cisl di Mantova 

MANTOVA. Li somministrano a un utilizzatore finale come fossero gocce o pillole, ma capita che questi lavoratori (già interinali) siano più tutelati dei colleghi assunti direttamente dalle aziende. Solo che non lo sanno. Anche per questo, per informare su diritti e opportunità, la Cisl ha deciso di aprire uno sportello dedicato ai lavoratori somministrati, abbastanza largo da accogliere anche gli autonomi e, in generale, gli atipici che, a dispetto del nome, sono sempre più tipici in un mercato dove flessibile fa rima con precario. Lo sportello sarà attivo il mercoledì, nella sede di via Torelli, a partire dalla prossima settimana.

A mettere in fila i numeri e presentare il nuovo servizio è Emanuele Zelioli, il segretario per Mantova e Cremona della categoria di riferimento, la Felsa Cisl. I numeri, quindi: nella nostra provincia i somministrati sono 5.750 e rappresentano il 3% di tutti gli occupati, sono in maggioranza maschi ed è cresciuta la quota dei lavoratori in staff leasing, assunti direttamente dalle agenzie, per effetto del decreto Dignità che ha messo un freno al rinnovo dei contratti a tempo determinato.

Insiste Zelioli sulla gamma di tutele previste dal contratto nazionale di settore, rinnovato unitariamente l’anno scorso, «un contratto moderno e potenziato» che considera le agenzie come veri e propri datori di lavoro.

«Accanto alle prestazioni economiche, dal sostegno al lavoro femminile ai rimborsi per le spese sanitarie, abbiamo introdotto tutele di politica attiva». In particolare, l’articolo 25 del nuovo contratto collettivo disciplina la “procedura in mancanza di occasione di lavoro” per i dipendenti in staff leasing, obbligando l’agenzia a un tentativo d’accordo individuale nell’ambito di tavoli di trattativa locali. Ma le tutele valgono anche per i lavoratori in somministrazione a tempo determinato rimasti senza “missioni” (questo il termine tecnico) da almeno 45 giorni, ai quali è riconosciuto un sostegno al reddito.

E poi c’è l’esercito delle partite Iva, lievitato con l’estensione dell’aliquota regime forfettario al 15% ai titolari con ricavi e compensi fino a 65mila euro. Esercito disomogeneo, composto da una buona fetta di partite Iva per necessità, lavoratori che in un mercato limpido sarebbero subordinati e, invece, per sbarcare il lunario, sono costretti al camuffamento, a prestare la propria opera sempre allo stesso committente.

Accanto allo sportello, a questi lavoratori autonomi Felsa Cisl offre un luogo di rappresentanza attraverso l’associazione Vivace, una community che garantisce l’accesso a servizi specifici, come la gestione della contabilità, agevolazioni e convenzioni, dall’assistenza legale alle polizze sanitaria.

A sottolineare l’importanza di offrire a somministrati e autonomi una bandiera sotto la quale riconoscersi e sentirsi tutelati è il segretario regionale di Felsa Cisl, Guido Fratta, che mette l’accento sul turnover innescato dal decreto Dignità per lavoratori generici, senza specializzazioni da spendere. «Gli ultimi degli ultimi» li chiama Dino Perboni, segretario della Cisl Asse del Po, soddisfatto anche lui di poter sviluppare nuove forme di rappresentanza e confortato dalla robustezza di un contratto collettivo che incoraggia politiche attive di accompagnamento al lavoro. Un grappolo di tutele e diritti che aspetta di essere raccolto. 

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