Al freddo e al buio sul treno in ritardo: la Mantova-Milano segna un altro flop

La giornata inizia con due convogli fermi sullo stesso binario. Palazzi sbotta: «Caso eccezionale se in orario, caldi e puliti»

MANTOVA. Due treni fermi sullo stesso binario, uno per Modena e l’altro per Milano, entrambi in ritardo: stazione di piazza don Leoni, alba di ieri, per i pendolari mantovani inizia l’ennesima giornata di ordinari disagi fatta anche di vagoni al freddo e al buio piuttosto che a luci intermittenti Tra loro c’era la consigliera regionale del Pd Antonella Forattini che non esita a parlare di «situazione arrivata al limite di sopportazione»: «È incomprensibile – dichiara – come l’assessore regionale Terzi si ostini a non voler valutare l’opzione gara europea per individuare un possibile gestore».

Anche il sindaci Mattia Palazzi torna a chiedere la messa a gara del servizio anziché l’affido diretto a Trenord per altri 10 anni: «Capisco i ritardi quando ci sono eventi eccezionali – sbotta – ma qui ormai l’eccezionalità è quando arriva puntuale, riscaldato e pulito. Da anni Regione e Trenord ci dicono che tutto sarà sistemato, ma così non è e richiedo alla Regione di valutare la messa a gara del servizio, perché è evidente che il problema non è solo nell’insufficienza del materiale rotabile».

Ricapitolando, ieri mattina la corsa per Milano delle 5.18 è stata soppressa per un guasto al locomotore.

Il treno successivo era quello delle 6.41 che non è potuto partire in orario perché sullo stesso binario c’era fermo quello per Modena. I viaggiatori hanno dovuto attendere 25 minuti al freddo prima di poter salire a bordo e non era ancora finita: nei vagoni l'impianto luci era malfunzionante (si accendevano e si spegnevano in continuazione) e il riscaldamento al minimo. Problemi pure sul treno successivo, il 2650, arrivato a destinazione con 10 minuti di ritardo. E avanti a catena con il 2649 (Milano 08.20 - Mantova 10.18) partito a sua volta con 29 minuti di ritardo a causa dell'attesa del treno proveniente Mantova.

Nel pomeriggio poi il Cremona-Mantova previsto in città alle 15.25 è stato annunciato con 19 minuti di ritardo perché nella stazione di Gazzo Pieve San Giacomo «è stato necessario – ha fatto sapere Trenord – effettuare un incrocio con un altro treno della direttrice». Ed è sempre per una questione di incroci anche il Milano-Mantova delle 14.20 è rimasto fermo nella stazione di Cremona. Davanti a un’altra giornata così «insistere con l’affidamento diretto a Trenord è non rispettoso nei confronti dei pendolari e dei lavoratori» rimarca Andrea Bertolini del Comitato Utp. Intanto anche per febbraio arriverà il bonus ai pendolari, con sconto del 30% sull’abbonamento: «È come un’ammissione di colpa – sottolinea Forattini – Il bonus è un indennizzo che la Regione riconosce a coloro che acquistano un abbonamento ferroviario mensile in caso di mancato rispetto di uno standard minimo di affidabilità del servizio Trenord. Vale a dire che 4 linee su 4 non hanno rispettato i livelli minimi di servizio. Non parliamo del materiale rotabile, al sud della Lombardia non toccheremo palla fino al 2022, se va bene». —
 

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