Suzzara-Motteggiana: confronto sulla fusione

Lo storico Zacchè affronterà la questione del nome: «Non potrà che rimanere quello della Città del Premio»

SUZZARA. Domenica alle 10, al cinema Politeama, ci sarà il primo incontro del comitato “Sì fusione Suzzara-Motteggiana”. Saranno presenti: Alberto Borsari, sindaco di Borgo Mantovano e presidente del Consorzio Oltrepò Mantovano; Alessandro Beduschi, ex sindaco di Virgilio promotore della fusione “Borgo Virgilio”; Ivan Ongari, sindaco di Suzzara; Stefano Pelliciardi, sindaco di Motteggiana; Bruno Melli coordinatore del comitato. Conduce il dibattito il giornalista Rai, Fabrizio Binacchi.

Il progetto è condiviso da Gilberto Zacchè, presidente degli Amici della Galleria Premio Suzzara che è anche uno storico archivista, sul futuro nome che dovrà essere dato alla fusione dei due Comuni ha qualcosa da ridire: «Condivido in toto il progetto e lo sosterrò - dice Zacchè - ma su un punto sarò sempre fermo: il nome del Comune deve rimanere Suzzara. È un nome antico (millenario, direi) ma anche un brand per le nostre industrie, quindi niente Borgo di qua, Borgo di là che non si capisce a quali territori facciano riferimento. Oltretutto il Comune di Motteggiana è di recente formazione. Fino all'epoca della dominazione austriaca (ma già anche in epoca gonzaghesca) si chiamava Borgoforte inferiore (o di giù) per ovvi motivi: le fortificazioni si trovavano su entrambe le sponde e facevano capo a un’unica autorità. Persa la funzione militare il Comune si è staccato e ha preso la nuova denominazione, attinente peraltro solo al centro con la chiesa e il municipio: le frazioni di Torricella e Villa Saviola hanno sempre gravitato su Suzzara e non certo sul capoluogo Motteggiana. Pertanto la fusione è più che naturale e non dovrebbe trovare opposizione». Diverso il discorso per Pegognaga,«che era frazione di Gonzaga (come del resto anche Moglia, che solo nel 1877 è diventata comune autonomo per iniziativa di un antenato di mia moglie, Probo Sacchi), anche se oggi, più che verso l’antico capoluogo, i suoi abitanti si orientano verso Suzzara. Ma non sarà semplice aggregare anche Pegognaga, per diversi motivi; l’unione tra Moglia e Gonzaga invece sarebbe auspicabile e facilmente attuabile. Per un’unica realtà urbana bisognerà attendere ancora qualche decennio: il nostro territorio infatti non presenta le caratteristiche della grande conurbazione, essendo ancora in buona parte agricolo, mentre alcune zone conservano un forte identità (come, appunto, Gonzaga e Pegognaga) e non sono facilmente assimilabili: con queste basterà metter in comune alcuni servizi, non occorre un’unica amministrazione comunale, almeno per ora».

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