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La reporter di guerra racconta al Falcone il mondo degli scafisti

Auditorium affollato di studenti per l'incontro con la giornalista Francesca Mannocchi

Luca Cremonesi
1 minuto di lettura

ASOLA. Auditorium affollato all’istituto superiore Falcone di Asola per la giornalista freelance Francesca Mannocchi, autrice del libro “Io Khaled, vendo uomini e sono innocente”, intervenuta per un incontro con gli studenti. Il suo romanzo, nato dalla esperienza libica della giornalista, è stato oggetto di analisi, attenzione e confronto da parte del gruppo di lettura della scuola in collaborazione con la biblioteca comunale. L’incontro, nato grazie al sostegno di Simonetta Bitasi di Festivaletteratura, e coordinato dalla professoressa Agnese Bolzoni, è stato moderato da Sophia Davollio del gruppo di lettura e da Noemi Mafessanti della redazione del magazine d’Istituto.

Nel suo romanzo è la realtà che si racconta attraverso le parole di Khaled, mercante di uomini, innocente, però, dal suo punto di vista: si occupa di un breve tratto di un ben più ampio sistema di traffico di esseri umani che ha più fare con la mafia dei colletti bianchi che con l’azione dei singoli scafisti che, materialmente, traghettano i profughi da una costa all’altra del Mediterraneo.

Quella di Francesca Mannocchi è stata una intensa lezione di giornalismo e di umanità e, allo stesso tempo, un “J’accuse” rivolto a un mondo della informazione e della comunicazione, spesso narcotizzato dal luogo comune a da interferenze estranee.

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