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L’associazione mulini storici: fermate i lavori

La demolizione della ruota esistente da mille anni prevista per lunedì. Sui social la rabbia dei cittadini Via alla raccolta firme

Francesco Romani
1 minuto di lettura

CASALMORO. Mentre è partita una petizione dei cittadini(si firma alla tabaccheria Romanelli Sabrina e al bar centrale), anche l’Associazione italiana mulini storici (Aiams) chiede che vengano fermati i lavori di demolizione dell’antica ruota da mulino, prevista lunedì, in attesa che si trovi una soluzione per salvaguardare lo storico reperto. «In effetti - spiega il referente nazionale Gabriele Setti - in casi simili si sono trovate soluzioni che sono riuscite a salvaguardare l’integrità delle ruote e delle pale. Si tratta di testimonianze del passato che andrebbero tutelate in quanto tali. Espressione di una sapienza del passato che è stata tramandata sino a noi e che sarebbe un vero peccato perdere».

Il proprietario dell’immobile posto in via Piave, l’antica Seriola, avrebbe chiesto di costruire un marciapiede al posto della ruota, in quanto i depositi di acqua stagnante nella fossa che ospita il mulino, generano cattivi odori. «Togliendo le pale sul fondo, bloccando la ruota e facendo scorrere l’acqua il problema si risolverebbe» spiega Setti. «Ma ovviamente ogni proposta deve considerare la disponibilità e la volontà del proprietario. Se proprio la ruota verrà tolta, almeno possa servire in altre realtà. C’è molta richiesta di questi meccanismi che potrebbero tornare a nuova vita in altre parti d’Italia». Da quanto si sa, il proprietario avrebbe peraltro dato la disponibilità a donare la ruota al Comune. . Molte le proteste sui social media. Cittadini dispiaciuti che il paese perda uno dei suoi simboli, in centro alla cittadina. Pur capendo che il proprietario ha diritto, sono in tanti a chiedere che venga riaperto un dialogo e che un eventuale ripensamento porti a soluzioni più rispettose del passato. «Togliere un pezzo storico del paese per fare un marciapiede non è comprensibile» scrivono in molti.

Una breve ricerca storica, in effetti parla di un mulino esistente «vicino al castello di Casalmoro» già nel 1047, come riporta un documento dell’abate del monastero di San Bartolomeo a Serle, nel Bresciano. Mezzo millennio dopo, nei catasti Seicenteschi, il mulino viene evidenziato nella zona vicina al nucleo abitato ed è identificabile con la posizione dell’attuale ruota in via Piave. —

 

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