In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Le suore clarisse e la Parola 2.0: il vangelo è sulla chat WhatsApp

Il servizio delle monache di clausura di San Silvestro in pochi mesi ha già raggiunto 700 iscritti

Daniela Marchi
2 minuti di lettura

CURTATONE. La tecnologia per superare i confini di un convento ed entrare nel mondo. Sta ottenendo uno straordinario successo un servizio attivato lo scorso agosto dal monastero delle suore clarisse di San Silvestro le quali, attraverso una chat di WhatsApp, ogni mattina alle sette fanno arrivare, sul telefonino di chi si iscrive, una sintesi e un commento del Vangelo del giorno. E, tramite messaggio privato, le suore possono anche dialogare con chi ha bisogno di un conforto o di una preghiera.

Al momento ci sono ben settecento iscritti alla chat, che tecnicamente è una lista broadcast, nuova possibilità offerta da WhatsApp per inviare messaggi contemporaneamente a più destinatari, senza dover ogni volta individuare il numero. Diversamente da una chat però l’eventuale messaggio di risposta al mittente non è condiviso ma personale.

Ogni mattina alle 7, dunque, a chi lo desidera – previo invio di messaggio al numero 371 4205633 – arrivano puntuali sullo smartphone la parola del giorno e un breve commento, uno spunto di riflessione di suor Giovanna, la superiora del monastero delle Sorelle povere di Santa Chiara. Ci parla con entusiasmo del servizio la stessa suor Giovanna, 59 anni, riminese: «Ce lo ha proposto l’anno scorso il nostro parroco di San Silvestro, don Cristian Grandelli. E a me è piaciuto subito. Ad agosto siamo partite e ora abbiamo raggiunto le 700 persone che ci seguono».

Suore di clausura, che si aprono al mondo con Whatsapp. Certo, ai più suona un po’come un contrasto. «Niente affatto – va avanti suor Giovanna – la regola del silenzio è il nostro stile di vita, ma non è ferrea e non ci impedisce di avere contatti con le persone. Anzi, è la nostra missione. Noi vogliamo portare la parola del Signore nel mondo, non tenercela per noi. E siamo consapevoli del fatto che i cellulari ormai sono lo strumento più adeguato. Le grate ci sono nel monastero, ma sono più un simbolo. Così pure il silenzio: non è totale, è regolato da orari prestabiliti. Niente di più. Parliamo tra di noi e parliamo con chi ci viene a trovare. Non vogliamo presentarci come isolate dal mondo, vogliamo che il mondo abbia bisogno di noi».

Sette suore residenti, la più giovane ha 48 anni, la più anziana 82 (sono le uniche due mantovane, la prima di Moglia, la seconda di Sermide), il monastero delle Clarisse è una comunità di vita contemplativa voluta e promossa da Vittorina Gementi, come sostegno spirituale all’opera della Casa del Sole da lei fondata. Dopo aver contattato diversi ordini monastici senza successo, Vittorina trovò un accordo con la Federazione delle Clarisse dell’Emilia Romagna e del Veneto, che portò nel 1987 all’arrivo a Mantova delle prime quattro suore. All’epoca, però, il monastero non esisteva ancora, quindi le suore abitarono per alcuni anni in una mansarda della Casa del Sole. La struttura venne inaugurata sei anni dopo, il 21 novembre del 1993, e sorge accanto alla Casa del Sole di San Silvestro. –


 

I commenti dei lettori