Nuova centrale idroelettrica: sorgerà sul Naviglio a Maglio

Sfrutterà un salto di 170 centimetri. Produzione 350mila kilowattore annue. Grazie a un sensore elettronico il canale a monte avrà un livello costante

MANTOVA. Non si ferma la corsa alla costruzione di piccole centrali idroelettriche che sfruttano i salti d’acqua delle nostre campagne. Una attività economica green resa possibile dal miglioramento delle tecnologie sul microidroelettrico, che oggi consentono di utilizzare a fini economici anche piccoli dislivelli, come quelli della nostra provincia prevalentemente di pianura.

Un nuovo progetto, presentato dalla società “Gabriele srl”, che ha sede a Porto Mantovano, è stato approvato ed autorizzato dalla Provincia, dopo le conferenze di servizi che hanno coinvolto enti e privati. L’impianto si propone di produrre mediamente 250mila kilowattore di energia elettrica l’anno sfruttando il salto d’acqua del canale Naviglio di Goito in località Palazzetto, a sud del capoluogo. Il Naviglio è un corso d’acqua storicamente nato in epoca gonzaghesca proprio per sfruttare la forza dell'acqua, come denota il toponimo “Maglio”. Proprio qui, nella Cartiera, è nata una piccola centrale per i fini dell’industria di produzione carta.


La Provincia ha da tempo già concesso alla società la autorizzazione allo sfruttamento di questo tratto di canale dove già esiste un salto d’acqua di 170 centimetri. La società, grazie al progetto dell’ingegner Franco Garzon, di Rovereto, ha proposto una piccola centrale da 41 Kw di potenza (quanto basta per una dozzina di abitazioni) costituita da una semplice coclea inclinata con passo di 70 centimetri, in modo da poter far passare i pesci e non sminuzzare nemmeno le erbe fluitanti grazie anche alla bassa velocità di rotazione (da 10 a 20 giri al minuto). Minimo l’impatto che si limita alla costruzione di una piccolo edificio 3x4 che fungerà da cabina elettrica. La centrale non toglierà acqua alle vasche d’allevamento ittico che stanno a valle e inciderà positivamente sui livelli dell’acqua, il cui uso primario resterà quello irriguo. «Abbiamo dotato l'impianto di un inverter - spiega Garzon - un sensore che regolerà la velocità di funzionamento in modo da mantenere a monte sempre lo tesso livello d’acqua. Questo consentirà agli agricoltori di evitare le regolazioni delle loro chiuse poiché il Naviglio sarà regolato a quota costante».

La stessa società costruirà a Castiglione Mantovano la prima centrale idroelettrica roverbellese sulla fossa Molinella, oggi sfruttata per i fini irrigui delle risaie ed è gestita dal consorzio di bonifica Territori del Mincio. A nord della storica riseria Schiavi già esiste un sostegno per ripartire la fossa in due rami irrigui. Il salto è di 2 metri e 5 centimetri ed oggi l’energia è dispersa con la caduta naturale dell’acqua in una cascatella. —


 

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