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Tribunale di Mantova, 2019 ingolfato: più processi in sospeso

Manca personale, per arrivare a una sentenza servono in media 455 giorni. Nel civile in un anno le cause pendenti sono passate da 2.139 a 2.516

Giancarlo Oliani
2 minuti di lettura

MANTOVA. Il tribunale di Mantova, definito un’eccellenza in ambito distrettuale dal nuovo presidente Carmelo Liotta, deve far fronte però ad alcune criticità. Una in particolare, rilevata anche dal presidente della Corte d’appello di Brescia Claudio Castelli nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e dal presidente uscente Enzo Rosina: la mancata diminuzione delle cause civili pendenti e la dilatazione dei tempi di definizione dei processi.

Ritardi, insomma. La causa principale è nota: il trasferimento di ben 10 giudici su un organico di 20 tra il novembre 2017 e il settembre 2019.

Le eccellenze, invece, si riferiscono agli sforzi fatti dai giudici, dalle cancellerie e dal personale amministrativo per far fronte a una carenza di organico che mette a serio rischio l’applicazione corretta della giustizia. L’elevato turn over dei magistrati non ha facilitato la definizione dei processi e alcuni, fra cui i due in Corte d’Assise, hanno richiesto più udienze interamente dedicate, togliendo quindi spazio alla possibilità di celebrare riti ordinari.

La maggior parte dei processi si colloca nella fascia da sei mesi a due anni. Ogni giudice in servizio alla sezione penale tiene 10 udienze al mese (sei monocratiche e quattro collegiali) sicché non è possibile chiedere di più, anche per le difficoltà legate alla carenza del personale di cancelleria.

Per i riti monocratici, dove a decidere è un solo giudice, 312 sentenze sono state emesse entro sei mesi, 221 da sei mesi a un anno, 464 da uno a due anni e 223 oltre i due anni, per una durata media pari a 455 giorni. «Va anche ricordato – osserva Rosina – che sulla durata dei processi influiscono anche le ricorrenti astensioni dalle udienze dei difensori.

Quanto al rito collegiale 10 sentenze sono state emesse entro sei mesi, 22 da sei mesi a un anno, 13 da un anno a due anni, 4 oltre i due anni, per una durata media di 354 giorni.

Gran lavoro anche per i giudici delle indagini e delle udienze preliminari. All’inizio del periodo preso in considerazione (primo luglio 2018), i fascicoli pendenti erano 2.372, mentre al 30 giugno scorso è salito a 2.539. Per la maggior parte del periodo di riferimento l’ufficio del Gip ha operato con due soli magistrati.

Anche nel settore civile i tempi di definizione dei processi si sono dilatati. La pendenza nel 2018 (per pendenze si intende fascicoli arretrati) è stata di 2.139 procedimenti, quella del 2019 di 2.516.

L’aumento delle pratiche arretrate viene attribuita al fatto che per l’intero periodo il tribunale è rimasto senza presidente. Le funzioni che gli spettavano sono state quindi assegnate ad altri tre giudici civili anche per ciò che concerne le separazioni, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. In generale sono diminuite le separazioni consensuali, da 57 a 27, i divorzi congiunti da 50 a 29, le separazioni giudiziali da 223 a 210 e i divorzi giudiziali da 201 a 198. —


 

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