Un museo a Porta Giulia. Così Mantova celebra Hofer

Nel 210º anniversario della fucilazione la città gli dedica tre sale per ricordarlo. Alla cerimonia interverranno gli Schützen e le autorità mantovane e alto-atesine

MANTOVA. Non solo la stele nel luogo dove fu fucilato. Dopo 210 anni Andreas Hofer, l’eroe del Tirolo indipendente, avrà un suo «spazio», accanto all’omonimo giardino di Cittadella, dove i cimeli ne perpetueranno il ricordo. Per problemi burocratici non si poteva chiamarlo museo, ma quelle tre sale ristrutturate e riarredate a Porta Giulia avranno la stessa funzione.

Mercoledì 19 febbraio alle 17 lo «Spazio Andreas Hofer» verrà inaugurato con una solenne cerimonia a cui parteciperanno non solo le autorità mantovane e lombarde (il sindaco Palazzi padrone di casa, il presidente della Provincia Morselli e un rappresentante della giunta regionale), ma anche quelle alto-atesine, in testa il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e quello della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige Arno Kompatscher, nonché Gunther Platter, capitano del Tirolo e presidente dell’Euroregione di diritto comunitario Tirolo, Alto Adige, Trentino che ha dato al Comune di Mantova un finanziamento di 150mila euro per realizzare il museo.

Ad aprire la giornata con l’illustrazione del progetto sarà Paolo Predella, presidente dell’associazione Porta Giulia-Hofer che tanto si è speso con il Comune per arrivare a questo museo dedicato al Generale Barbone come era soprannominato, e agli eventi storici di cui fu protagonista: dalla rivolta tirolese nel 1809 contro i francesi alla sua cattura e deportazione in catene a Mantova (Zu Mantua in banden der treue Hofer war, cantano i tirolesi nel loro inno ufficiale), fino alla fucilazione avvenuta a Cittadella il 20 febbraio 1810. Con tanto di didascalie bilingui per illustrare il materiale storico esposto.

A fare la parte del leone saranno i cimeli della collezione di Martin Reiter, oltre 200 pezzi tra fotografie, dipinti, armi, oggettistica e stampe risalenti all’Ottocento messi a disposizione dal Land Tirol, che ricordano l’epopea di quel locandiere e commerciante di cavalli diventato simbolo di un popolo.

Non mancheranno gli Schützen, la guardia storica del Tirolo e delle sue tradizioni, nei loro pittoreschi costumi, che sabato saranno presenti con una formazione della circoscrizione di Bressanone e con la banda musicale del Vsm-Bezirk Brixen. La loro presenza sarà un’anticipazione di quella che si prevede ben più massiccia del giorno dopo gioevdì 20 febbraio, quando, come tutti gli anni, ogni 20 febbraio, giorno della fucilazione, arrivano in più di 300 in pullman e poi sfilano per le vie della città per raggiungere Palazzo D’Arco dove Hofer fu processato e condannato a morte dai napoleonici, dopo aver onorato il loro martire a Cittadella con la messa al campo e le salve dei fucilieri.

E non mancherà il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti che nell’agosto 2018, su delega del sindaco Palazzi, firmò ad Alpbach, in Austria, il protocollo d’intesa con i tirolesi che dava il via al museo da realizzare entro il 20 febbraio 2020, giorno del 210° anniversario della morte di Hofer. «L’Amministrazione comunale - aveva detto in quell’occasione - vuole assolutamente chiudere quanto prima tutti i passaggi amministrativi necessari affinché il progetto si concretizzi». La promessa è stata mantenuta. E nei tempi previsti.
 

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