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Vertenza Corneliani: secondo round a Milano tra sindacati e azienda

Sul tavolo la richiesta unilaterale da parte della proprietà di cassa integrazione e i 130 esuberi

M.V.
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MANTOVA. È per le 11 di mercoledì 18 febbraio, a Milano, il secondo appuntamento del tavolo permanente tra sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil) e azienda, aperto dalla Regione sulla vertenza Corneliani. La prima convocazione risale allo scorso venerdì ed era frutto della richiesta unilaterale di cassa integrazione per crisi per 180 dipendenti della casa di moda firmata del nuovo amministratore delegato Giorgio Brandazza.

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Richiesta che aveva mandato in frantumi il tavolo delle trattative, avviato tre mesi fa grazie al verbale di accordo sottoscritto da tutte le parti in causa il 19 novembre. Uno strappo a cui i lavoratori hanno risposto raddoppiando il pacchetto di ore di sciopero già proclamato e fermando per due volte la fabbrica.

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Il nuovo appuntamento è ancora nella sede di PoliS-Lombardia (istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia): è qui che si svolge l’esame congiunto della situazione aziendale quando una società presenta domanda di Cigs per crisi o per riorganizzazione aziendale.

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Stavolta si dovrebbe però partire da un passo avanti: il primo confronto in Regione ha segnato il riavvio del dialogo, pronto a ripartire dalla centralità degli impegni sottoscritti da sindacati e aziendale il 19 novembre. Impegni che vanno dal riconoscimento della centralità del sito produttivo di Mantova alla ricerca di un unico criterio condiviso per la gestione dei 130 esuberi annunciati dall’azienda, vale a dire la volontarietà dei lavoratori ad un percorso di uscita incentivata, prendendo in considerazione anche accompagnamenti alla pensione per i lavoratori che matureranno il requisito entro il 31 dicembre 2023. 

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