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Mantova, scatta il rilancio delle case vuote di Borgonuovo: «In marzo venderemo la “torre”»

Il liquidatore dell’immobiliare Le Robinie, Leonardo Pagni: «Contiene 60 alloggi. Verrà comprata da mantovani»

Nicola Corradini
2 minuti di lettura
La cosiddetta "torre" di Borgonuovo (foto Fuscati) 

MANTOVA. Si profila un cambiamento per i condomini abbandonati del quartiere di Borgonuovo, creato ai tempi del piano di riqualificazione di Borgochiesanuova (primi anni Duemila) oltre la circonvallazione sud. Il liquidatore della società immobiliare Le Robinie (legata all’allora colosso delle cooperative edili emiliane, la Unieco di Reggio Emilia), Leonardo Pagni , annuncia che agli inizi di marzo verrà ufficializzata la vendita di uno dei palazzoni costruiti ormai una quindicina di anni fa: la cosiddetta “torre”, un edificio che contiene 60 appartamenti. Non solo. Sempre il mese prossimo verrà lanciata la prima gara d’appalto per la ristrutturazione di una delle tre palazzine di via Gaber, poco distanti dalla torre, rimaste vuote per tutti questi anni. Si tratta di 45 alloggi. Case che risalgono al 2005-2006.

Anche questi tre palazzi fanno parte delle abitazioni costruite a Borgonuovo e rimaste vuote per una quindicina d'anni (foto Fuscati) 


«Finalmente Robinie ha raggiunto un accordo sulla sua esposizione bancaria – spiega Pagni – Ha avuto un iter molto lungo, ma finalmente in gennaio abbiamo raggiunto questa intesa per la ristrutturazione finanziaria. Sui palazzi costruiti a Borgonuovo e rimasti vuoti, l’accordo prevede la messa in sicurezza e la successiva messa in vendita. Purtroppo quegli edifici hanno pagato la crisi del settore e sono rimasti invenduti. E abbandonati a se stessi. Sapete bene che abbiamo dovuto risolvere il problema delle occupazioni abusive. Tanto nella torre quanto nelle altre palazzine. I garage sono stati utilizzati per anni come discariche abusive. Quando abbiamo aperto per fare pulizia, abbiamo trovato di tutto. Le rimesse erano piene di sacchetti di spazzatura, pezzi di mobili, rifiuti vari. Abbiamo ripulito tutto e dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale che hanno collaborato con grande prontezza per liberare gli edifici dagli inquilini che le avevano occupate abusivamente facendo spesso anche allacciamenti assolutamente irregolari alle varie utenze».

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Oltre ai danni procurati negli appartamenti, in quel periodo il rischio che quegli allacciamenti non sicuri a gas o rete elettrica causassero qualche incidente era concreto. «Per questo motivo – continua Pagni – dopo aver svuotato gli appartamenti abbiamo provveduto anche a dotare l’area di telecamere collegate direttamente alle forze di polizia. Da allora non abbiamo avuto più problemi».

Il liquidatore della società Le Robinie, Leonardo Pagni (foto Saccani) 

Per il liquidatore ora c’è solo una priorità: vendere gli appartamenti. Pagni mantiene ancora riservatezza sull’acquirente della torre. Si tratta comunque di una società del territorio. «Si impegna ad avviare i lavori di riqualificazione entro sei mesi» assicura il liquidatore. 

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Sono investimenti milionari quelli che il liquidatore livornese dovrà fare per riqualificare e mettere sul mercato i palazzi di via Gaber nel quartiere Borgonuovo. Fu lo stesso  Pagni, un anno fa, a fare questa stima: tra i due e i tre milioni di euro per sottoporre a progressiva manutenzione straordinaria quei condomini costruiti da Unieco agli inizi degli anni Duemila.

Le ruspe per costruire il nuovo quartiere si misero al lavoro nella primavera del 2003. La costruzione di un abitato in quei terreni alla periferia sud della città, rientrava nell’ambito del Pru (Piano residenziale urbano) di Borgochiesanuova, approvato in consiglio comunale del 2002. Il Pru era uno strumento di recupero delle periferie messo a disposizione dalla Regione, che investi molte risorse. Vi partecipò anche Aler, che realizzò alcuni condomini nel nuovo quartiere. Già, perché Borgonuovo non è deserto. Molti palazzi, pubblici e privati, sono abitati. Ma non quel blocco di condomini in via Gaber.

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