L’allarme dal Gradaro: «L’abuso di alcol uccide sei volte più della droga»

Questi i dati nazionali relativi al numero dei morti annuali a causa di stili di vita sbagliati: 80mila per il fumo, 25mila per l’alcol, 4mila per le droghe

MANTOVA. Il 22 febbraio all’oratorio del Gradaro si è svolta la serata “Dalla multidimensionalità della sofferenza umana alla complessità e bellezza della vita” organizzata dall’associazione dei Club alcologici territoriali con il patrocinio del Comune. Presenti il formatore Acat Stefano Alberini e il responsabile del Serd, il servizio dipendenze dell’Asst, Marco Degli Esposti. Tema dell’evento: la sensibilizzazione alla salute e ai problemi dell’alcol.

«Oggi il termine dipendenza è stato sostituito da abitudine – ha spiegato Alberini – sono proprio le nostre abitudini e i nostri stili di vita i principali fattori di rischio di malattie e morte prematura. Nonostante nel sentire comune non ci sia la convinzione che l’alcol sia dannoso per la salute, causa il maggior numero di anni di vita persi e, secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, fa parte delle sostanze cancerogene per l’uomo».

L’insegnante ha illustrato i dati nazionali relativi al numero dei morti a causa di stili di vita sbagliati: 80mila per il fumo, 25mila per l’alcol, 4mila per le droghe ( come dire che l’abuso di alcol uccide oltre sei volte più degli stupefacenti) e illustrato in breve l’approccio familiare dell’associazione: «Quando c’è un problema di alcol, tutta la famiglia entra nel sistema».

A livello locale, nel 2017 il 28% delle persone seguite dai Club Alcologici (1.856) aveva effettivi problemi di alcolismo mentre l’anno successivo, nonostante l’aumento del numero complessivo degli utenti, la percentuale è scesa dell’1%. Spazio anche ad altre tematiche legate alla salute come l’inquinamento, l’accesso all’acqua potabile e l’approccio ecologico-sociale che «deve diventare sempre di più un approccio sociale integrale, in cui c’è l’inserimento della giustizia nelle discussioni sull’ambiente».

«Per arginare la crisi ambientale bisogna abbandonare la devozione del sé pensando alla salute a livello globale» ha concluso. Fine serata all’insegna della musica con la proiezione di un video-tributo a John Lennon sulle note di Imagine.


 

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