«Un danno economico, lo Stato ci aiuti». Appello di baristi, ristoratori e albergatori

Prime disdette delle prenotazioni negli hotel. Confesercenti chiede al Comune una deroga sulla tassa per i plateatici



MANTOVA. L’ordinanza regionale che dispone la chiusura dei bar dalle 18 per tutta la settimana, per evitare la diffusione del Coronavirus, mette in difficoltà l’intera categoria. «Questa è una grande penalizzazione, soprattutto per quei locali che concentrano il loro guadagno nell’orario notturno» sottolinea Mattia Pedrazzoli, presidente della sezione bar della Federazione pubblici esercizi aderente a Confcommercio. Titolare del bar Brasile a Mantova, Pedrazzoli ha chiara la situazione di difficoltà che si appresta ad attraversare con i colleghi: «La preoccupazione come categoria è alta – dice – ci sono famiglie che devono portare a casa lo stipendio e rischiano di non farlo almeno per sei giorni. Spero non si vada oltre con le disposizioni regionali, altrimenti sarebbe un problema».


Quelli che, almeno per ora, tirano un sospiro di sollievo sono gli albergatori e i titolari di ristoranti e pizzerie. Per loro non sono scattate limitazioni di orario, cosicché possono continuare regolarmente la loro attività. «Però – osserva Gianpietro Ferri, presidente provinciale della Fipe – la situazione è molto critica e tutti, dai baristi ai ristoratori, ci aspettiamo un danno economico rilevante soprattutto perché la gente ha paura ed esce meno di casa. Speriamo in misure di aiuto per tutti». Il timore, però, è che « se servissero altre misure di contenimento del virus si colpirebbero anche loro. Servono, ripeto, interventi di sostegno per far fronte alle prossime scadenze delle imprese, come il versamento dell’Iva».

Il sentimento comune, però, è quello di essere come sospesi in una nuvola: «Si vive alla giornata - confessa Ferri - Ogni giorno potrebbe esserci un decreto che limita la nostra attività. Capisco le autorità e le loro misure per arginare l’infezione, ma ci sono anche aspetti che danneggiano gli esercenti».

Per Marco Gialdi, gestore del bar Venezia, la chiusura dei locali alle 18 «è una grossa ingiustizia» perché «si creano disparità con quei ristoranti che hanno il bar annesso e possono tenere aperto» scrive su Facebook.

Anche sul fronte degli albergatori la situazione è di massima preoccupazione. Dice Gianluca Bianchi, presidente di Federalberghi: «Abbiamo già avuto qualche richiesta di annullamento delle prenotazioni, ma dopo le infelici ordinanze del Comune di Ischia e del presidente della Basilicata prevediamo una pioggia di disdette. Per questo bisogna che i media facciamo capire che qui non c’è alcun pericolo di contrarre il virus. La gente è spaventata e si sta creando un inutile allarmismo. Si sta mettendo a rischio tutto il comparto turistico». Quanto ad eventuali aiuti statali, «ce li aspettiamo», dice Bianchi.

Intanto, Confesercenti ha chiesto al Comune una deroga per il pagamento della tassa per i plateatici, in scadenza proprio questa settimana. «Le imprese sono molto preoccupate - riferisce Stefano Solci - La nostra associazione si sta muovendo anche a livello regionale e nazionale per definire fin da subito misure di sostegno, come sgravi e contributi, che aiutino le attività. In questo momento difficile chiediamo, laddove è possibile, un piccolo aiuto anche a livello locale».
 

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