Incendio fuori da casa: distrutto un capanno

La struttura era utilizzata per festicciole e come ripostiglio. A dare l’allarme una vicina. Colpa di un corto circuito

MOTTEGGIANA. Un corto circuito, causato probabilmente dall’impianto elettrico piuttosto obsoleto, è stata la causa del rogo che ieri mattina ha distrutto una casetta di legno utilizzata dal proprietario, durante la bella stagione, per festicciole e grigliate e d’inverno come ripostiglio per attrezzi. Il fatto si è verificato intorno alle 11.30 in via Togliatti al civico 30, dietro l’abitazione di Riccardo Rasori. Il danno si aggirebbe sui seimila euro. . È stata una vicina di casa a dare l’allarme suonando al campanello di Bruno Daffini, lo zio del proprietario della casetta: «Vai a vedere dietro, c’è il fuoco!».

Alla vista delle fiamme, Riccardo Rasori è rimasto impietrito, mentre lo zio non ha voluto perdere altro tempo e ha subito chiamato il 115. Sul posto, in pochi minuti, è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco di Suzzara che nell’arco di una mezz’ora è riuscita a spegnere l’incendio. Purtroppo, a causa del materiale altamente infiammabile con il quale era costruita la casetta, non è stato possibile salvare alcunché, tranne il caminetto in cemento utilizzato per le grigliate. All’interno della casetta c’erano anche un carretto, un armadio, attrezzi da lavoro come vanghe e badili, dato che il proprietario ama coltivare l’orto di casa.

«L’impianto elettrico era piuttosto vecchio. Chissà che non sia stato qualche topo che ha rosicchiato i fili e ha provocato il corto circuito. Non è la prima volta che capita. È stata una vicina ad avvisarmi ma quando sono andato dietro casa a vedere cosa stesse succedendo, le fiamme erano già alte. La casetta era fatta di legno e plastica. Per fortuna che il vento ha spinto il fumo nero verso la campagna – ha detto lo zio Bruno Daffini – perché abbiamo da poco ritinteggiato la casa». Ora al proprietario non resta che liberare l’area dai rottami di ferro e dalle masserizie rimaste dopo il rogo. —


 

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