I presidi mantovani e il coronavirus: «Così aiuteremo gli studenti»

I piani per gli insegnanti: «Diano compiti e materiali ai ragazzi tramite la rete». Finora ci si è basati sulle iniziative personali dei docenti. Intanto il Comune predispone la pulizia di materne e nidi

MANTOVA. «Dobbiamo coordinare il lavoro degli insegnanti in queste nuove condizioni: la didattica a distanza non può basarsi solo sulla buona volontà. Perciò da lunedì compiti, esercizi e ripassi verranno inviati ai ragazzi attraverso gli strumenti informatici disponibili». Dicono così i presidi delle scuole mantovane. Il mondo dell’istruzione si prepara ad affrontare la seconda settimana di stop da coronavirus con la volontà di garantire una continuità del servizio pubblico offerto ad alunni e studenti – cosa che non è avvenuta nella settimana appena conclusa – ma anche con problemi pratici da risolvere.



Perché, innanzitutto, si tratta di capire se sarà una chiusura completa (quindi nemmeno il personale può entrare negli edifici) o una sospensione delle sole lezioni (quindi il personale può entrare, pur con misure di cautela per evitare contagi). A chiarire questa cosa sarà il decreto che il governo pubblicherà oggi (domenica 1 marzo), anche se il governatore Attilio Fontana ha già parlato di “sospensione”.

Inoltre, non tutte le scuole dispongono della stessa esperienza nell’uso delle nuove tecnologie che consentono soluzioni efficaci e creative: ad esempio le lezioni virtuali o lo sfruttamento di quelle piattaforme di e-learning utilizzate in tutto il mondo. Vero, stiamo parlando di 5-6 giorni di lezioni (la settimana scorsa il periodo di chiusura comprendeva anche le vacanze di carnevale) che, tutto sommato, non rappresentano un problema insormontabile sotto il mero punto di vista didattico. Ma questo non giustifica l’assenza assoluta di offerta formativa.

«Lunedì convocherò i responsabili di plesso per stilare una circolare che stabilisca le linee di condotta verso gli alunni da parte degli insegnanti – spiega la preside del Comprensivo Mantova 2, Antonella Daoglio – i docenti si stanno muovendo autonomamente, ma occorre coordinamento. Certo, diventa complicato fare didattica a distanza su piattaforme. I bambini delle elementari non hanno cellulari (quantomeno molti non ce l’hanno) e quindi non possiamo utilizzare piattaforme. Raccoglierò le opinioni che i docenti si scambiano da giorni per stabilire linee guida». Conta anche molto la confidenza con gli strumenti informatici da parte dei singoli insegnanti. «Noi utilizzeremo la piattaforma Moodle – spiega la preside del Fermi, Marianna Pavesi – che consente molte attività a distanza. Abbiamo diversi strumenti a disposizione che già utilizziamo nel corso dell’anno per fare didattica a distanza».

Nei giorni scorsi la trasmissione insegnanti-studenti è stata spesso carente, basata sulla buona volontà di singoli insegnanti. Le lezioni online, poi, sono ancora una pratica poco utilizzata. Ma si può ricorrere anche a strumenti meno raffinati per garantire una certa continuità. «Alcuni miei insegnanti – spiega Paola Bruschi, dirigente del Manzoni di Suzzara – hanno pubblicato compiti e indicazioni su quaderni online condivisi con il registro elettronico». Il Ministero ha predisposto piattaforme a disposizione delle scuole.

Si adegua alla situazione anche Apam. In una nota, l’azienda informa che "il servizio urbano e interurbano seguirà l’orario feriale non scolastico a partire da lunedì 2 marzo e fino a nuova comunicazione".

Una delle prime richieste avanzate dai genitori ai presidi in questi giorni di rischio coronavirus è la sanificazione degli ambienti scolastici. Perché nella settimana che si è appena conclusa, in nessun istituto sono state fatte le consuete pulizie. Tantomeno gli ambienti sono stati “sanificati” , vale a dire ripuliti con disinfettanti. La ragione è semplice: nessun bidello, giustamente, è andato al lavoro come non lo hanno fatto gli insegnanti e il personale amministrativo.

«Il punto è che non sappiamo ancora se potremo far entrare il personale – spiega il preside dell’Itas Strozzi, Massimo Pantiglioni, presidente dell’associazione delle scuole Aisam – Se la chiusura è intesa in senso letterale, lunedì 9 marzo le scuole riapriranno senza che vi sia stata la possibilità di fare pulizie». Va tenuto conto che per i bidelli, l’ultimo giorno di lavoro è stato prima che scattasse lo stop alle lezioni. Per di più, con la prospettiva che le scuole avrebbero comunque ripreso le attività non il lunedì successivo, visto che ci sarebbero state le vacanze di carnevale. In ogni caso, il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha parlato di “sospensione” delle l’attività didattiche, formula che se ufficializzata consentirebbe ai dirigente di richiamare a scuola il personale. «Io ho già predisposto che vengano fatte pulizie approfondite con particolare riguardo sulle superfici d’appoggio – dice la preside del Manzoni di Suzzara, Paola Bruschi – sarà anche importante che la Provincia attivi gli impianti di riscaldamento in tempo utile, visto che sono rimasti spenti per una settimana».

Alla dirigente del comprensivo Mantova 2, Antonella Daoglio, sono stati i rappresentanti dei genitori in consiglio d’istituto a far pervenire la richiesta di predisporre la sanificazione dei locali prima che bambini e ragazzi rientrino nelle materne, nelle elementari e nelle medie. «Cosa che verrà fatta quando il personale potrà entrare negli edifici scolastici» risponde. Il Comune ha già dato mandato all’impresa che cura la pulizia di materne e nido di programmare una sanificazione di tutti gli ambienti delle proprie scuole prima del rientro dei bimbi.

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