Dalle grotte veronesi spuntano ossa primitive e stalattiti in diagonale

Le rivelazioni di Sergio e Giulio Adami, padre e figlio speleologi mantovani, dopo le ultime esplorazioni in Val d'Adige

MANTOVA. La passione per la ricerca e per la scoperta proseguono. Sergio e Giulio Adami, padre e figlio mantovani di 63 e 15 anni, sono volontari del Coordinamento SpeleoBaldo, nato dalla collaborazione fra numerosi gruppi speleologici mantovani, veneti, trentini e come hobby hanno quello di andare a scovare ed esplorare nuove grotte. Abbiamo parlato di loro nel nostro inserto cultura uscito il 30 novembre 2019 e ora continuiamo a raccontare le loro scoperte. L’ultima fatta ha tutto il sapore di una “bomba” scientifica, una di quelle - spiegano padre e figlio - che possono addirittura aiutare a far luce sulle teorie evoluzionistiche, sulla formazione degli strati terrestri e chissà cos’altro.

«Non abbiamo ancora conferme ufficiali – spiega Sergio, ex tipografo – ma il 23 febbraio, insieme agli altri speleologi mantovani Carlo Lonardi e Gabriele Minuti abbiamo fatto una scoperta eccezionale. Nelle pareti a strapiombo della Val d’Adige veronese, abbiamo esplorato per la prima volta una grotta completamente ricoperta di concrezioni cioè ricoperta di incrostazioni di minerali, comprendenti alcune formazioni calcitiche, cioè stalattiti e stalagmiti, decisamente inusuali. Abbiamo trovato cioè una stalattite storta, cresciuta in diagonale, cosa che nessuno di noi ha mai visto e che potrebbe essere spiegata con una forte corrente che è soffiata dentro quel cunicolo per migliaia di anni. Per meglio definire la scoperta sono intervenuti da Verona anche i geologi Anna Ferrari e Guido Gonzato. A sostegno delle attività esplorative, il gruppo speleo-alpinistico I Lemuri ha invece fornito tutte le attrezzature necessarie per la prosecuzione dell’avventura in questo fantastico mondo sotterraneo».


Ma a quanto pare questa non è l’unica novità: «Sempre vicino a quella grotta abbiamo trovato delle ossa concrezionate umane o più probabilmente animali. Non sono ancora state studiate, ma risalgono sicuramente a migliaia e migliaia di anni fa, ossa primitive» vanno avanti Sergio e Giulio.

«Attendiamo le risposte ufficiali, ma anche questa potrebbe rappresentare una conquista notevole per la scienza. E poi – si lascia sfuggire Sergio – non è finita. Ci sono altri importanti novità, che hanno mandato in fibrillazione alcuni geologi. Ma è troppo presto per parlarne... rinviamo alla prossima puntata».
 

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