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Muore nel torrente il canoista Rosati

Si è ribaltato domenica nel Taverone, in provincia di Massa. Il corpo senza vita è stato recuperato ieri pomeriggio

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VIADANA. Si è ribaltato in canoa scendendo lungo il torrente Taverone, in Lunigiana, turbolento nella domenica frustata dalla pioggia battente e dal vento. Lo hanno cercato fino a ieri pomeriggio, quando il corpo senza vita è stato avvistato a 500 metri dal punto in cui la canoa si era ribaltata su se stessa, in località Mondi di Licciana Nardi, in provincia di Massa. È morto così a 66 anni, Sergio Rosati, conosciutissimo componente del Canoa Club di Viadana, inghiottito dalla potenza dell’acqua. Arrivato in Lunigiana con la moglie, Rosati domenica si era unito a un gruppo di trentenni provenienti da Brescia e da Vigevano, appassionati di rafting.. In una canoa vicina c’era Renzo Manenti, 30 anni,bresciano: anche la sua canoa si è capovolta ed è andata a sbattere contro le rocce. Manenti ha riportato un lieve trauma cranico, che non gli ha impedito di recuperare la canoa, tornare a riva e andare da solo all’ospedale di Pontremoli.

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È stato lui a dare l’allarme per il compagno di canoa che non aveva visto riemergere dal Taverone in piena tempesta. Non appena, due ore dopo, è stato dimesso dall’ospedale, è tornato a Licciana per seguire le ricerche. L’incidente dei due canoisti si era verificato nel primo pomeriggio, nel tratto del torrente che dall’ex Mulino della Gretta, dove si trova un ampio parcheggio dove gli appassionati di canoa lasciano le auto prima di scendere in acqua, arriva a Pontebosio.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Pontremoli e di Licciana Nardi e i vigili del fuoco di Massa, con una squadra di sommozzatori da Livorno e un elicottero per sorvolare la zona dall’alto. Per tutta la giornata il torrente, che sfocia nel Magra, è stato passato al setaccio dai vigili del fuoco di Aulla, Massa e Carrara e dai volontari del Soccorso Alpino.

Nel pomeriggio di domenica, nonostante le ricerche rese molto difficoltose per la pioggia battente e il forte vento, è stata ritrovata la canoa, in una strettoia del torrente, ampia un metro, dove però l’acqua raggiunge la profondità di venti metri. L’imbarcazione è stata posta sotto sequestro e per Rosati si è cominciato a temere il peggio. Ieri mattina sono riprese le ricerche che hanno dato il tragico esito nel primo pomeriggio. Intorno alle 14 è stato ritrovato morto sotto i flutti del fiume dal caposquadra della stazione Carrara-Lunigiana dei sommozzatori. Era incastrato tra un albero e una roccia.

La moglie Gabriella e l’amico Daniele Cozzini, canoista e medico sportivo di Parma, sono rientrati dalla Lunigiana ieri, mentre la salma del 66enne è ancora in Toscana, in attesa delle disposizioni della Procura.

Sergio Rosati era un’eccellenza nello sport di tutta la zona. Componente del Canoa club di Viadana, era stato anche vicepresidente regionale della Federazione Canoa agonistica. Artigiano, lavorava nel mobilificio di Viadana fondato dal padre. Aveva ottenuto tanti riconoscimenti: nel 2014 aveva vinto una medaglia d’oro nel C2 categoria master 2 nella gara sul torrente Brentella, in provincia di Padova. Stava ottenendo molte soddisfazioni anche dal nipote Omar Raiba, di cui era l’allenatore.

Nel 2014 era stato vittima di un’aggressione all’attracco fluviale di via al Ponte: un uomo lo colpì alla testa con il manico di uno spazzolone. —

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