Emergenza coronavirus a Mantova: anziani soli, in difficoltà e impauriti. L'assessore Caprini: linea telefonica dedicata a loro

Centinaia quelli contattati quotidianamente da assistenti sociali e volontari. Il Club Tre Età: «Pensiamo noi alla spesa»  

MANTOVA. Sono i più esposti al rischio di contagio, ma anche alla paura di sentirsi le uniche vittime predestinate. Spesso in balìa di un tam tam informativo che spaventa chiunque, per gli anziani che già vivono in condizioni di solitudine e difficoltà il timore di sentirsi abbandonati è dietro l’angolo. «Sono la parte più fragile della popolazione e per questo vanno monitorati con ancora più cura e attenzione di prima» conferma l’assessore al Welfare Andrea Caprini che da giorni ha mobilitato la rete degli assistenti sociali per evitare un’emergenza nell’emergenza. In campo come sempre anche le associazioni di volontariato impegnate, come il Club Tre Età, a contattare quotidianamente i propri assistiti e a farsi carico di ogni loro necessità.

Spiega Caprini che «gli anziani che già ricevono assistenza a domicilio perché sono in una situazione di autosufficienza limitata sono circa 200, ma poi ci sono tutte quelle situazioni che vanno monitorare costantemente perché si tratta di persone senza reti di relazioni». Solitudini aggravate dalla chiusura forzata dei centri di aggregazione che stravolge e rende ancora più difficoltosa la gestione della propria quotidianità. «I nostri assistenti sociali – aggiunge l’assessore – contattano tutti i giorni le persone che sappiamo in difficoltà per attivarci con servizi a domicilio là dove necessario o anche solo per rincuorarli. Siamo pronti a intervenire anche con Aspef e se i numerI dovessero aumentare ulteriormente abbiamo anche il pronto intervento del Sepris e della Croce Verde con cui abbiamo una convenzione. Ma invitiamo chi avesse bisogno a contattarci allo 0376/376860 tutte le mattine sabato compreso».


È poi 0376/262975 il numero messo a disposizione dal Club delle Tre Età dove tutti i giorni otto volontari sono impegnati a verificare le condizioni dei loro circa 190 associati, a rispondere alle loro domande e a farsi carico di paure e bisogni. «Abbiamo dovuto sospendere le attività e le visite a domicilio – spiega il presidente Luciano Tonelli – ma telefoniamo quotidianamente per rassicurarli, convincerli a stare in casa e rivolgersi a noi se hanno bisogno per la spesa, l’acquisto di medicine, il ritiro delle prescrizioni. Per i casi di assistenza particolare e di terapie da seguire mandiamo a casa un infermiere. Il problema più grosso riguarda l’alimentazione e le cure mediche e molti di loro sono spaventati e spaesati».

Evitare allarmismi, ma rispettare norme e indicazioni con serenità è infine l’invito del geriatra Renato Bottura. «Gli anziani più a rischio sono quelli che soffrono di insufficienze respiratorie, che sono in dialisi o hanno subito trapianti – spiega – Per loro come per quelli non autosufficienti viene raccomandato di non uscire e di evitare contatti con chi non è al momento in salute. Anche i 70enni e gli 80enni che non hanno problemi di salute devono cercare di evitare gli assembramenti ma qualche passeggiata all’aria aperta è doverosa anche per evitare il rischio di isolamento». Per tutti poi il consiglio è di seguire un’alimentazione corretta «e più proteica, perché le proteine nobili aiutano la produzione di anticorpi».

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