Amica Chips, per la maximulta conferma dal Consiglio di Stato

All'origine del contenzioso la contestazione da parte dell'Antitrust: diciture scorrette e non corrispondenti al vero sulle confezioni

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Confermata la sanzione da 300mila ad Amica Chips. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso presentato dall’azienda della famiglia Moratti contro la sentenza del Tar, che aveva dato ragione all’Antitrust.

Diciture scorrette e non corrispondenti al vero sulle confezioni delle patatine: questa la contestazione che Amica Chips non è riuscita a respingere. Nel dettaglio l’Antitrust aveva contestato la dicitura “cotte a mano” per la patatina Eldorada e il claim “-20% di grassi", percentuale di per sé inferiore a quella consentita dalla legge comunitaria, per di più accompagnato dalla scritta in caratteri più piccoli “rispetto alla patatina fritta tradizionale”. La scritta era poi stata cancellata. Per l’Antitrust si trattava di una pubblicità ingannevole, perché il prodotto non è dietetico.

Discorso analogo per l'indicazione “con olio d'oliva” sul frontpack. L’azienda, secondo l’Antitrust, ha conferito poi una particolare enfasi grafica alla presenza di olio d’oliva nelle confezioni “Eldorada la tradizionale con olio d’oliva” «omettendo di evidenziare l’effettiva percentuale impiegata: il quantitativo veniva indicate solo sul retro delle buste e risultava assai più basso a quello di altri oli vegetali».

Amica Chips, oltre a ribattere a queste accuse, aveva contestato anche l’entità della multa, che si è basata sul fatturato complessivo e non su quel prodotto specifico.. Aveva avuto un esito opposto, invece, il ricorso al Consiglio di Stato di Pata, l’azienda concorrente di Castiglione, a cui il Tar aveva inflitto per motivi analoghi una multa da 250mila euro.



Per il Consiglio di Stato le informazioni erano legittime in quanto verificate da un’ispezione dell’Asl: la cifra pagata era stata così restituita. 

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