I sindaci dell'Oltrepò incoraggiano i cittadini: «Restiamo uniti»

I primi cittadini scrivono una lettera agli abitanti: sono momenti di disagio per tutti, ma dobbiamo ridurre il contagio. E si appellano allo spirito di solidarietà: tutti dobbiamo tutelare le persone più fragili, ne siamo capaci

MANTOVAI sindaci dell’Oltrepò mantovano scrivono ai cittadini. È un messaggio di vicinanza e di speranza, per superare il momento difficile. La popolazione è disorientata, c’è preoccupazione, sia per la diffusione della malattia, sia per l’ordinaria gestione della quotidianità. Il punto di riferimento istituzionale più vicino diventa il sindaco, colui a cui chiedere risposte e a cui far conoscere le nuove difficoltà che in un territorio fragile come quello dell’Oltrepò sono andate a sommarsi a quelle già esistenti. E i sindaci si sono uniti per lanciare un monito a tutti i cittadini.. «Raccogliamo ogni giorno le vostre preoccupazioni e ci stiamo impegnando affinché le direttive che ci vengono impartite siano applicate correttamente. Anche se sono scomode, hanno l’unico scopo di ridurre al minimo il contagio fra le persone», si legge nel documento siglato dai 19 sindaci dell’Oltrepò, un territorio che va da Suzzara a Sermide e Felonica e da Sustinente al confine con l’Emilia. «Il nostro obiettivo è di non perdere nessuno a causa del coronavirus – continuano gli amministratori, invitando tutti a rispettare le norme di comportamento individuate dal governo - vorremmo che in questo periodo tutti noi cittadini di questi territorio, nel compiere i gesti quotidiani, tenessimo un comportamento corretto, senza sottovalutare le indicazioni che ci vengono impartite. Queste indicazioni comportano disagi per le famiglie che si devono riorganizzare, che devono necessariamente modificare le proprie abitudini.

Disagi anche per le imprese che rischiano di dover interrompere le produzioni, disagi per chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese e non può lavorare come vorrebbe e potrebbe».


Problemi – continuano i sindaci – «per i negozianti e commercianti che si vedono ridotti i clienti, per i bambini che vorrebbero stare insieme per giocare, di per chi vorrebbe fare sport e si trova le strutture sportive chiuse, per le persone più anziane che vorrebbero frequentare i loro punti di ritrovo. Tutto ciò è disagevole, ma sarebbe peggio non riuscire a curare tutti coloro che si dovessero ammalare. Serve la collaborazione, la solidarietà soprattutto nei confronti delle persone più fragili, confidando, che questo grande sforzo, dia i risultati sperati. Lo abbiamo già dimostrato in un recente passato ma siamo ancora chiamati a dover dimostrare di essere l’intero Oltrepò mantovano, una grande comunità matura in cui ogni singola persona fa la sua parte. Insieme e disciplinati ce la faremo».


 

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