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Coronavirus, piace lo smart working da casa: sperimentazione in Provincia

Dopo la circolare inviata a tutto il personale, numerose sono state le segnalazioni di disponibilità. Va garantita la reperibilità

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MANTOVA. Piace a i dipendenti della Provincia il “lavoro agile” (smart working) da casa. Dopo la circolare inviata a tutto il personale, diverse sono state le segnalazioni di disponibilità arrivate ai dirigenti da parte di figure professionali impiegate nei diversi servizi dell’amministrazione. E già dal 5 marzo per alcuni è partita la sperimentazione.

Adesso è l’emergenza Covid-19 ad accelerare le procedure ma già da tempo in Provincia si stava ragionando sulla possibilità di introdurre il lavoro agile per certe professionalità e in alcuni giorni della settimana. Seguendo le indicazioni del ministro per conciliare la tutela della salute pubblica con quello della continuità dell'attività, le amministrazioni privilegiano modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, favorendo tra i destinatari di queste misure i lavoratori portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio, chi si avvale di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa, i dipendenti sui quali grava la cura dei figli a seguito dell'eventuale contrazione dei servizi dell'asilo nido e della scuola dell'infanzia.

Vista la situazione di emergenza per contenere la diffusione del coronavirus, le amministrazioni sono invitate a potenziare il ricorso al lavoro agile. Il dipendente autorizzato a svolgere la propria attività in modalità agile, per garantire un'efficace interazione con l'ufficio di appartenenza ed un ottimale svolgimento della prestazione lavorativa, deve garantire, nell'arco della giornata di lavoro agile, la reperibilità per almeno la metà dell’orario giornaliero dovuto, all’interno della fascia di compresenza.

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