«Sorgo lasciato lì da anni»: La Lega teme per la falda

Le consigliere Vezzani e Anghi al sindaco: «Servono controlli dell’Arpa».  Il materiale era destinato all’agripellet prodotto dalla coop di ex lavoratori Ies

SUZZARA. Nelle campagne di Riva di Suzzara giace, ormai da diversi anni, un telo plastificato che ricopre materiale organico, presumibilmente sorgo. Le consigliere Elisabetta Vezzani e Marzia Anghi del gruppo Lega per Salvini hanno presentato al sindaco Ivan Ongari un’interrogazione per sapere «qual è lo stato di conservazione del materiale organico depositato». . Le consigliere del Carroccio sono preoccupate per l’eventuale stato di degrado che potrebbe derivare dalla macerazione, con conseguente percolato che andrebbe a finire nelle falde acquifere. «Considerato che è interesse della comunità prevenire situazioni di degrado o di inquinamento ambientale – si legge nell’interrogazione – e che si è avuta notizia di recenti rilievi fotografici da parte di alcuni organismi competenti, vorremmo sapere dall’amministrazione se il materiale organico è adeguatamente isolato dal terreno sottostante o sono rilevabili eventuali dispersioni nel terreno di percolato, potenzialmente in grado di inficiare l’integrità delle acque di prima falda». Inoltre le consigliere Vezzani ed Anghi chiedono e l’amministrazione comunale si sia «attivata interpellando l’Arpa per eseguire gli opportuni controlli anche nel terreno. E chiedono al Comune quali tipi di intervento intende effettuare al fine di sollecitare la rimozione del materiale depositato».

Da quanto si è potuto apprendere, il materiale oggetto dell’interrogazione è di proprietà di Green Energy Mantova, leader nella produzione e commercializzazione di agripellet di Herbal Crops. Il progetto di reindustrializzazione della raffineria Ies, abbandonata nel 2013, aveva come protagonisti gli ex lavoratori che, all’epoca, avevano costituito la Cop21, coop sociale che comprendeva diverse attività finalizzate al reinserimento lavorativo e sociale, al rilancio imprenditoriale e alla bonifica ambientale di un’area particolarmente significativa per Mantova. Il 27 febbraio 2018 era stata posata a Valdaro la prima pietra per la costruzione del capannone seguito da un periodo di incertezze causa scarsa liquidità.


L’8 febbraio 2019 grazie a un prestito di 750mila euro la situazione si è sbloccata e la produzione di agripellet è partita. Grazie a Green Energy Mantova, entro due mesi, l’impianto sarà a regime. Il processo produttivo prevede la coltivazione su 1.200 ettari di biomassa Herbal Crops, diffusa su quasi tutta la provincia di Mantova: la raccolta sarà effettuata in settembre e in ottobre e conservata in varie aree di stoccaggio compresa quella di Riva di Suzzara. Il totale previsto sarà di circa 70mila tonnellate di biomassa umida che, essiccata e trasformata in pellet, sarà disponibile alla vendita sul mercato per un quantitativo di circa 45mila tonnellate ogni anno.

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