Tecnofer, parte la prima tranche di affitto

Calto affidata a un’azienda del gruppo Laverda, per Ostiglia si tratta su una proposta che riguarda 20 dipendenti

OSTIGLIA. Qualcosa sembra muoversi sul fronte Tecnofer, l’azienda metalmeccanica con 81 dipendenti in concordato preventivo chiusa dallo scorso 21 febbraio. Per la sede di Calto, nel Rodigino, una società del gruppo Laverda (macchine agricole) ha proposto di prendere in affitto l’intero ramo d’azienda mentre per Ostiglia, la sede principale, si sta trattando per una proposta che terrebbe al lavoro una ventina di dipendenti.

Due notizie positive, mentre una permane negativa. La richiesta di cassa integrazione straordinaria presentata quasi un mese fa, il 18 di febbraio, è ancora pendente a Roma. E il ministero del Lavoro, nonostante l’ok del Tribunale di Mantova, non ha ancora risposte, né fissato una data per il primo incontro.


Tempi che si allungano per i dipendenti, mentre per le unità immobiliari, questa ultima settimana ha visto una prima svolta. La società Agco spa, gruppo Laverda, ha presentato una proposta di contratto d’affitto di ramo d’azienda per un anno. In sostanza, il colosso delle macchine agricole riattiverebbe la sede di Calto dove sono stoccate numerose barre ad elica per le proprie mietitrebbie. I numerosi pezzi semilavorati attendono solo il completamento. Per questo la Laverda ha proposto di prendere in affitto i beni immobili, le pertinenze, i diritti e mantenere al lavoro 8 dipendenti che si occuperebbero di completare la fornitura.

La data della “procedura competitiva”, una sorta di asta, ma l’unico partecipante dovrebbe essere la Laverda, è stata fissata il primo aprile. Questo, prima che il governo decretasse lo slittamento delle procedure legali non urgenti. Al momento non è chiaro come si potrà ripartire dopo lo stop. Per questo, il Tribunale ha consentito intanto di prendere in affitto dalla procedura il ramo d’azienda “sino alla data dell’asta» che sarà poi rimodulata.

Intanto, per la sede di Ostiglia sono in corso trattative. La proprietà ha tempo sino al 10 di aprile per presentare il piano concordatario, affiancata dal proprio staff economico e legale. Si è intavolata una trattativa con una azienda sempre del settore. I tempi stringono e le bocche al momento rimangono cucite, proprio per la delicatezza del negoziato. 


 

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