Frode del Parmigiano, sequestrate 5.235 forme

Blitz dei carabinieri del Nas di Parma nel Basso Mantovano, denunciati il responsabile di un caseificio e il casaro

MANTOVA. Oltre 5mila forme di parmigiano reggiano sequestrate in un magazzino di stagionatura, il responsabile di un caseificio e il casaro denunciati per tentata frode in commercio. È il risultato di un controllo dei carabinieri del Nas, il Nucleo anti sofisticazione dell’Arma, di Parma in un caseificio del Basso Mantovano di cui al momento non è stato reso noto il nome. Tutto ruota attorno alla mancanza di un requisito fondamentale per il Parmigiano Reggiano, che è la placca di caseina, una carta d’identità che traccia i quantitativi di prodotto, senza la quale le forme non possono essere vendute come Parmigiano Dop.

«Si è trattato di un’attività svolta nell’ambito dei nostri programmi di vigilanza» ha tenuto a precisare Riccardo Deserti, direttore del Consorzio Parmigiano Reggiano, l’ente che assegna in numero determinato le placche di caseina, necessarie per determinare le quote formaggio e, come già sottolineato, attribuire al prodotto caseario la denominazione di parmigiano reggiano.


I carabinieri del Nas di Parma sono entrati in azione la scorsa settimana in collaborazione con gli agenti vigilatori del Consorzio del parmigiano reggiano. I militari avrebbero trovato solo una ventina di forme prive di placca. Ma a quel punto, essendo necessario un controllo su tutto il formaggio immagazzinato – un paio di mesi di produzione, corrispondente a un peso di 210 quintali e a un valore di oltre due milioni di euro – è scattato il sequestro.

Le forme irregolari presenterebbero tutte le indicazioni necessarie al Parmigiano Reggiano Dop, dalla matricola del caseificio al bollo CE, al marchio puntinato. Tutte salvo una: le placche di caseina che vengono inserite sulla superficie piatta della forma. I militari del nucleo hanno deferito alla Procura il responsabile del caseificio e il casaro, in concorso tra loro, per tentata frode in commercio. —

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