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Maxi produzione di ossigeno per la Sol

L’azienda, con stabilimento all’interno di Versalis, serve ospedali di tutto il centro Nord e pazienti a domicilio

MANTOVA. Ci sono i medici e gli infermieri in prima linea a combattere la pandemia, ma ci sono anche, subito dietro, tante, tantissime aziende chimiche e farmaceutiche che producono sostanze adesso più che mai indispensabili, salvavita. Tra queste, il gruppo Sol, che ha uno stabilimento anche a Mantova, all’interno della Versalis. Un’azienda quotata in borsa, 900 milioni di fatturato annuo, con stabilimenti in 29 paesi del mondo tra cui buona parte dell’Europa, India, Turchia, Marocco, Brasile, 4400 dipendenti, di cui 1200 in Italia. Un’azienda in questo momento particolare che ha dovuto aumentare la propria produzione di ossigeno di sei-sette volte.

Sol Group lavora in due settori: la produzione di gas tecnici come ossigeno, azoto, argon destinati agli ospedali oppure alle industrie; e l’assistenza a domicilio con le forniture di ossigeno, ventiloterapia, nutrimenti liquidi, cure palliative a qualcosa come 500mila pazienti. «In questo momento c’è meno richiesta dalle industrie, mentre quella dagli ospedali è cresciuta di 6-7 volte - ci spiega il presidente e amministratore delegato del gruppo Aldo Fumagalli Romario - Soprattutto la richiesta di ossigeno. Il problema non è tanto la produzione, perché i nostri impianti sono in grado di farvi fronte, quanto la distribuzione a ospedali e al domicilio dei pazienti. La domanda di bombole di ossigeno sta crescendo del 30 per cento a settimana. Il nostro personale sta facendo fronte a tutto questo con sforzi sovrumani, doppi turni, straordinari ed esponendosi anche, seppur protetto, al contatto con pazienti positivi e strutture che curano coronavirus. In più abbiamo i problemi che stanno riscontrando tutti, cioè la difficoltà a reperire mascherine».

Ottanta ospedali di centro e nord Italia serviti, 10mila persone assistite solo in Lombarida, di cui 1500 in ossigenoterapia. Questo prima del coronavirus. «La domanda adesso cresce di giorno in giorno - va avanti l’ad del gruppo - L’altro ieri abbiamo stipulato un accordo con l’Asst di Bergamo di prenderci in carico 200 persone affette dal virus, da assistere a domicilio. Stiamo lavorando davvero senza sosta e senza interruzioni, il sabato, la domenica. Di ossigeno liquido possiamo produrne fin che vogliamo ma c’è il problema poi di trasferirlo nelle bombole, quindi da Mantova i camion cisterna vanno a Cremona dove l’ossigeno viene imbombolato e consegnato ad ospedali e domicilii. Abbiamo aumentato il ritmo di lavoro per recuperare e preparare bombole e anche per la consegna. Per fare questo, abbiamo dovuto spostare il personale da un’attività ad un’altra. Una vera emergenza, cui cerchiamo però di far fronte mettendo tutto il nostro impegno e le nostre competenze». — 

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