«Siamo qui per il tampone», ma sono truffatori

Falsi addetti del Comune messi in fuga da una residente a Cogozzo. I carabinieri rinnovano l’appello: non aprite la porta 

VIADANA. Sciacalli in azione, mercoledì sera a Cogozzo: due finti operatori sanitari, che indossavano tute arancioni rifrangenti, hanno suonato alla porta di un’abitazione, presentandosi come addetti del Comune incaricati di fare il tampone per il test coronavirus. La padrona di casa, insospettita, invece di aprire ha chiamato i carabinieri. I malviventi, un uomo e una donna, sono fuggiti a bordo di un’utilitaria nera. Giunte in pochi minuti, due pattuglie dell’Arma hanno perlustrato le vie vicine. Ma niente da fare, dei due più nessuna traccia.

Posti di blocco sono stati attivati nel corso della notte successiva, anche per controllare gli spostamenti dei cittadini alla luce delle restrizioni imposte per il contenimento del rischio contagio. Sulla vicenda indagano ora c i carabinieri della compagnia di Viadana.


Ma attenzione: ci potrebbero riprovare. I carabinieri ricordano che «i truffatori utilizzano la scusa dei tamponi, o di igienizzare gli ambienti, per intrufolarsi nelle case con il solo intento di rubare contanti e preziosi». Quale il consiglio delle forze dell’ordine? Non aprire mai la porta e chiamare immediatamente il 112.

Continuano sul territorio anchee i controlli della polizia locale: oltre duecento le persone a cui, negli ultimi giorni, sono state chieste le famose autocertificazioni. E una decina le denunce per i trasgressori del decreto antivirus.

«Gli agenti – informa l’assessore Romano Bellini – hanno controllato centinaia di attività commerciali, gli argini, i giardini pubblici e i supermercati. Ma si vedono ancora troppe persone in giro: a malincuore, ho espressamente chiesto ai vigili di non fare sconti a nessuno e di procedere con le denunce del caso. Gli ospedali sono al collasso: dobbiamo restare a casa. Facciamolo per tutti noi». —

R.N. .

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