Introvabile in farmacia. Ma il saturimetro può salvare tante vite

Uno strumento che può essere di grande aiuto alle persone in isolamento domiciliare, un dispositivo salvavita. Ma al momento introvabile

MANTOVA. Uno strumento che può essere di grande aiuto alle persone in isolamento domiciliare, un dispositivo salvavita. Ma al momento introvabile. Da un paio di settimane nelle farmacie di Mantova e provincia è impossibile acquistare un saturimetro: le aziende produttrici hanno dirottato gli ordini su ospedali e Protezione civile. «Ma sarebbe fondamentale che la Protezione civile destinasse parte degli apparecchi alle persone malate che si trovano a casa - spiega il presidente dell’ordine dei farmacisti di Mantova, Marco Cavarocchi - Da noi, come nel resto d’Italia, di saturimetri non ce ne sono più mentre i casi di contagiati non ricoverati cresce di giorno in giorno».

Anche il presidente nazionale del 118, Mario Balzanelli, si è mosso per sensibilizzare il governo sul tema: «Fornire lo strumento a tutte le persone in isolamento domiciliare obbligatorio consentirebbe di non aspettare l’insufficienza respiratoria acuta per intervenire ed eviterebbe tante morti», ha detto Balzanelli un paio di giorni fa rivolgendosi al ministro della Salute Roberto Speranza.


Un appello dello stesso tenore è stato lanciato dalla Federazione italiana dei medici di famiglia che chiede di investire parte dei 235 milioni destinati alla tecnologia degli ambulatori (previsti dall’ultima Legge finanziaria) per l’acquisto di saturimetri per l’automonitoraggio domiciliare da destinare ai pazienti di Covid-19.

Tecnicamente, il saturimetro serve per misurare la quantità di ossigeno che si lega all’emoglobina: è sufficiente applicare una sorta di pinzetta all’ultima falange del dito di un paziente o, in alcuni casi, al lobo dell’orecchio. I risultati vengono mostrati su un display, solitamente a cristalli liquidi. Sono considerati normali i valori superiori al 96%, mentre quelli compresi tra il 90 e il 95% indicano una condizione di parziale assenza di ossigeno, un campanello d’allarme che non deve essere ignorato.

«È un apparecchio presente in poche case - conclude Cavarocchi - Prima dell’epidemia, del resto, soltanto alcuni pazienti con malattie croniche ne avevano bisogno. Ma adesso lo scenario è totalmente mutato, il saturimetro può salvare tante vite».

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