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Un vento fresco nell’antica Gazzetta: così Vincenzi correva nel futuro

Massimo amava Mantova ma non ne era prigioniero. Ha disegnato orizzonti importanti in grandi quotidiani

MANTOVA. Di un giornale con un passato così grande e affascinante da costringere chi vi lavora a guardare spesso indietro, Massimo Vincenzi è stato il futuro. Entrando improvviso e rumoroso, un giorno d’inverno. Un vento spavaldo di freschezza a sbattere le finestre (e le porte, spesso le porte) della redazione per farvi entrare uno sguardo diverso. Massimo aveva tutto per essere il futuro di questo giornale e lo è stato, ne ha costruito una parte importante, la sua: inimitabile nei modi, indiscutibile nella professionalità imparata da nessuno, inarrivabile nella generosità che qualcuno fraintendeva con la sola ambizione (certo che c’era, chi non ce l’ha? Solo che la sua aveva ragione di essere, molto).

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