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Odissea di 20 giorni: ma ora la Fulico è tornata a casa

La cantante era sulla nave Costa Magica: «Finalmente a casa, ho vissuto un incubo» 

MANTOVA. L’incubo è finito. La cantante Ileana Fulico ieri è tornata a Mantova dopo 20 giorni di odissea sulla nave da crociera Costa Magica.

«Che bello essere in Italia!» ha scritto la giovane su Facebook dopo essere atterrata a Fiumicino con un volo partito da Miami. Nel pomeriggio un pullman della Protezione civile l’ha accompagnata a casa.


«Sono stremata - racconta la cantante - ho trascorso giorni di ansia incredibile, la situazione a bordo era molto difficile, 80 delle 970 persone dell’equipaggio sono risultate positive al tampone ma i contagiati erano molti di più, chissà quanti». Fulico racconta la sua disavventura: «Quando in tutto il mondo è esploso il caso coronavirus, Costa ha organizzato i voli per far rientrare i turisti e a bordo siamo rimasti noi dell’equipaggio: da lì in poi è stato un inferno».

Il 10 marzo è iniziata una serie infinita di vicissitudini per l’imbarcazione italiana che si trovava ai Caraibi. «Nessuno ci voleva far attraccare - spiega la cantante - perché a bordo si era diffuso il virus. Per un paio di giorni abbiamo sperato in Cuba che aveva dato la propria disponibilità, ma poi le autorità locali ci hanno ripensato. A quel punto ci siamo diretti verso Miami e per fortuna, finalmente, ce l’abbiamo fatta».

Le tre settimane di quarantena sulla Costa Magica sono state difficili: «Sapevamo poco o nulla di quello che sarebbe stato il nostro destino - ricorda Ileana - Abbiamo contattato la Farnesina, varie ambasciate, io ho scritto anche al sindaco Palazzi, ma la situazione non si sbloccava. È stato un incubo, sì, ma ora è finita».

Tra gli episodi di cui è stata testimone la giovane mantovana, ce n’è uno che meglio degli altri rende l’idea della situazione che si era venuta a creare a bordo: «Sono arrivati i soccorsi - aveva spiegato una decina di giorni fa alla Gazzetta la Fulico - perché un membro dell’equipaggio era in blocco respiratorio, è atterrato l’elicottero dopo due ore, hanno fatto scendere tre persone tra anestesisti e medici ma poi l’elicottero è ripartito lasciando sotto il sole e tutto imbacuccato il paziente per altre due ore. Poco dopo ci è stato detto che il mezzo aveva avuto un guasto tecnico e che quindi non sarebbe potuto tornare per prendere e portare in ospedale quel poveretto. Alla fine sono tornati e lo hanno portato via, ma erano passate quasi sei ore dall’inizio della vicenda, incredibile». —

vin.cor

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