Buono spesa, 350 domande in cinque ore

Nella prima giornata boom di richieste sia online che agli sportelli. Code ai servizi sociali e 300 telefonate per informazioni

MANTOVA. Boom di richieste agli uffici comunali, sia online che per telefono, del buono spesa di 150-400 euro per far fronte alla crisi economica indotta dal coronavirus che sta tenendo chiusi uffici, fabbriche, negozi, bar e ristoranti. Mercoled 1 aprile primo giorno in cui a Mantova si poteva avanzare la richiesta per usufruire dei 262mila del governo, aumentati di 35mila dal Comune, le domande hanno raggiunto quota 350 in cinque ore, con le telefonate per avere informazioni che sono state oltre 300. Nel dettaglio, 320 sono state le domande online e alla e-mail dedicata, e 30 quelle cartacee; tante altre, fanno sapere dagli uffici, sono in attesa di completamento perché mancanti del documento d’identità. E devono ancora arrivare i moduli cartacei ritirati ieri nella sede dei servizi sociali in via Conciliazione, dove già in mattinata si erano formate lunghe code.

Tutti segnali inequivocabili che l’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio molte persone che prima lavoravano e che ora si ritrovano a casa, senza stipendio o salario. La richiesta del buono spesa si è incrociata con quella dei 600 euro per i lavoratori autonomi inoltrata all’Inps, partita proprio ieri, che certamente ha riguardato anche molti mantovani dato il tessuto produttivo del territorio fatto di micro e piccole imprese, le più colpite.


Gli uffici comunali hanno cominciato a ricevere le domande e le telefonate alle 14 e dopo qualche minuto è stata una valanga di contatti. Nelle prime tre ore sono state 140 le richieste arrivate al portale del Comune, nell’apposita sezione riservata al buono spesa. Le telefonate al numero dedicato per informazioni sono presto lievitate sino a superare quota 300, di cui più di cento provenienti da altri Comuni, evidentemente in ritardo sull’attivazione della misura rispetto al capoluogo. Già a metà pomeriggio erano più di un centinaio le mail spedite per chiedere lumi sul “buono”, arrivate all’indirizzo bonus.spesa@comune.mantova.gov.it.

Ci sarà tempo ininterrottamente fino a lunedì prossimo alle 12 per presentare le domande via internet. Per ritirare, invece, il modulo cartaceo e poi consegnarlo compilato oppure per avere informazioni telefoniche dagli uffici, bisognerà rispettare gli orari di apertura. Che sono dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 da oggi e sino a domenica, e dalle 8.30 alle 12 lunedì. Da mercoledì 8 il buono sarà in distribuzione e chi l’avrà ricevuto potrà spenderli nei vari supermercati e negozi di generi alimentari convenzionati con il Comune.

Non si sono registrate particolari criticità nella compilazione del modulo. Non ci sono documenti da presentare, se non quello di identità del richiedente. Tre i requisiti per accedere al buono: risiedere a Mantova e, se stranieri, soggiornavi regolarmente, aver subìto modifiche alla propria situazione reddituale in seguito all’emergenza coronavirus. L’istruttoria del Comune terrà conto, poi, della situazione del nucleo famigliare e della condizione economica di ciascun componente nel mese di marzo; vaglierà se ha mutui e affitti da pagare, se beneficia di ammortizzatori sociali o del reddito di cittadinanza e se ha depositi o conti correnti in banca o all’ufficio postale. E verificherà i requisiti incrociando i dati con l’Inps, il datore di lavoro e altri soggetti o enti. A tutte queste voci è stato assegnato un punteggio; alla fine, la graduatoria che ne scaturirà, assicurano dal Comune, sarà anti-furbetti e premierà solo chi veramente ne ha bisogno.
 

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