Comer riparte: i sindacati decidono lo stato di agitazione

Molti i mantovani che lavorano nell’azienda emiliana. Stipendi congelati, non maturano ferie e tredicesima

REGGIOLO (Reggio Emilia). Anche alla Comer Industries di Reggiolo, dove sono occupati numerosi operai mantovani, così come è stato annunciato per il 6 aprile alla Bondioli&Pavesi di Suzzara è partito lo stato di agitazione. Tra l’altro, la direzione aziendale aveva comunicato che, a causa della sospensione dell’attività decisa dal governo non sarebbe stata in grado di procedere con il calcolo delle retribuzioni e quindi con i bonifici degli stipendi. Questo significa che il 6 aprile i lavoratori e le lavoratrici vengono chiamati sulle linee di produzione senza stipendio.

In queste settimane di non facile gestione anche dal punto di vista del lavoro i sindacati dei metalmeccanici Fiom Cgil e Uilm Uil segnalano che “l’azienda Comer Industries si sta dimostrando esempio negativo nel territorio provinciale. In pochi giorni infatti l’azienda non ha pagato gli stipendi con la motivazione che la fabbrica era chiusa - unico caso a Reggio Emilia-, ha rifiutato il confronto col sindacato sulla cassa integrazione - unico caso in Provincia - e ha deciso di non fare maturare i ratei di ferie e tredicesima - mentre sono oltre 280 aziende metalmeccaniche che nel Reggiano hanno fatto accordi di questo tipo. Infine, venerdì 3 scorso la Comer ha comunicato ai lavoratori l’obbligo di recarsi al lavoro per lunedì (oggi per chi legge ndr) senza alcun confronto né con i delegati né con il sindacato”.

«La responsabilità nei confronti del mercato è la molla che ha fatto riaprire la fabbrica - commentano SimoneVecchi, Jacopo Scialla segretari di Fiom e Uilm e Marco Massari segretario della Fiom Cgil di Mantova - ed evidentemente è venuta prima della responsabilità nei confronti dei lavoratori e della salute». L'azienda, che comunque su richiesta del sindacato ha dato piena attuazione al Protocollo del 14 marzo, ritiene di poter lavorare in quanto ha clienti esteri che lavorano con i codici Ateco giusti.

«Sono davvero prodotti fondamentali per la filiera farmaceutica/sanitaria/alimentare - si chiedono i sindacati - i riduttori di potenza che vengono mandati a fabbriche di camion e trattori al di là del confine?». I lavoratori vogliono essere considerati persone prima di fattori produttivi, per questo è stato proclamato lo stato di agitazione e non si escludono scioperi dal 7 aprile.

«La gravità è che lunedì l'azienda pretenda anche che i propri fornitori reggiani riaprano, quindi si rischia di obbligare a lavorare per questa settimana altre decine di lavoratori che non si occupano della salute pubblica - commentano i sindacalisti -. Le relazioni sindacali dopo l'uscita della Comer Industries dalla Confindustria reggiana sono peggiorate».

Fiom e Uilm reggiana e Fiom mantovana chiederanno alla direzione aziendale che siano convocati rsu e sindacati per discutere come articolare la produzione, verificare se tutte le condizioni di sicurezza previste dal Protocollo sono applicate e che gli stipendi siano pagati entro sera. Si chiede inoltre di dare la possibilità a tutti i lavoratori di cambiarsi negli spogliatoi contingentandone l’utilizzo e scaglionando gli ingressi e le uscite.

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