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Il Pd incalza il sindaco «Colletta permanente per chi non ha cibo»

I Dem lanciano le loro proposte per affrontare l’emergenza «Servono sanificazione e protezioni per le case di riposo»

Riccardo Negri
1 minuto di lettura

VIADANA

«Una colletta alimentare permanente, interventi di sanificazione e pulizia, la fornitura di dispositivi di protezione individuale alla casa di riposo»: sono le proposte del gruppo consiliare Pd all’amministrazione comunale per la gestione dell’emergenza coronavirus.

Gli esponenti Dem chiedono all’ente uno scatto: «Il sindaco Alessandro Cavallari, durante la riunione in videoconferenza dei capigruppo, ci ha detto che a Viadana è tutto sotto controllo. La sensazione nostra e di molti cittadini non è questa, e a fine emergenza chiederemo all’amministrazione un consuntivo trasparente dell’attività svolta. Per il momento, lanciamo comunque alcune proposte, suggerendo di prendere esempio anche da quanto stanno facendo numerosi vicini comuni».

Il primo fronte sono le difficoltà economiche in cui versano numerosi cittadini. «Per le famiglie bisognose, il Governo ha stanziato 113mila euro, pari a circa 400 buoni spesa da 300 euro l’uno: non la soluzione definitiva, ma un fondamentale primo passo. Come gruppo Pd, crediamo che il Comune abbia il dovere di intervenire efficacemente, magari istituendo una colletta alimentare permanente, coinvolgendo protezione civile, associazioni di volontariato, supermercati e negozi di generi alimentari».

I consiglieri Dem chiedono inoltre interventi di sanificazione e pulizia straordinaria dei locali municipali (Meridiana, uffici) e dei luoghi e mezzi pubblici, nonché della casa di riposo, possibilmente da ripetere a determinate scadenze. «Il Comune potrebbe contattare le ditte di sanificazione e spurgo, per creare una lista con tariffe convenzionate a beneficio anche dei datori di lavoro, dei cittadini e dei pazienti che, dimessi, devono far ritorno a casa».

Un’attenzione particolare viene chiesta per la casa di riposo: «Bisogna rifornire la struttura di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. Il Comune potrebbe inoltre fare da tramite di comunicazione tra la struttura e i famigliari degli ospiti, in quanto si fatica ad avere notizie dal personale, che è assorbito dalla gestione dell’emergenza». —

Riccardo Negri

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