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Riaprono le librerie, ma non in Lombardia: l’alt di Fontana conforta i lavoratori mantovani

Cgil contro Conte: mossa retorica e dannosa. I direttori delle tre catene: desiderosi di ripartire, ma prima la sicurezza

MANTOVA. «Retorico, inutile e dannoso». Così Filcams Cgil bollava l’ultimo decreto del presidente del consiglio, per la parte che allenta le maglie dei divieti consentendo la riapertura delle librerie da martedì. Promossa come un gesto simbolico, perché i libri non sono una merce come le altre (eccola, la retorica). Tutto molto bello – la replica del sindacato, che traduceva l’ansia di tanti lavoratori – se non fosse che le librerie sono luoghi fisici, dove la gente lavora, appunto, e i clienti sostano.
 
Che senso ha impedire di correre al parco e fare la scampagnata a Pasquetta se poi si consegna un’altra occasione di uscire da casa e girare per la città? Polemica superata, almeno qui in Lombardia: a metterci una toppa è intervenuto il presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha congelato l’apertura delle librerie (e delle cartolerie) fino al 3 maggio. Inutile, la mossa di Conte, considerando anche che i libri non sono scomparsi dall’orizzonte delle nostro possibilità d’acquisto, si possono comprare online e negli ipermercati. In edicola, pure. E poi ci sono sempre gli ebook.
 
«Se sono sollevato dall’ordinanza di Fontana? Considerando le difficoltà che avremmo dovuto affrontare per garantire la sicurezza di lavoratori e clienti, mi sembra la soluzione più opportuna – risponde Elia Torresani, direttore della libreria La Feltrinelli di via Roma – I librai hanno voglia di tornare al lavoro e ci saremmo rimessi alle decisioni aziendali, ma la Lombardia ha un numero di contagi nettamente superiore alle altre regioni, per questo l’alt di Fontana è condivisibile».
 
«Come azienda ci siamo sempre adeguati a ordinanze e decreti, per cui, se ci fosse stata la possibilità di ripartire, l’avremmo fatto – interviene Edoardo Agosti, direttore della libreria Libraccio di via Verdi – Siamo sul pezzo e restiamo in attesa. La voglia di ripartire è tanta, ma la situazione è delicata».
 
«Se avremmo riaperto a cuor leggero? In questa situazione nulla si affronta a cuor leggero – scandisce Ilaria Beccari, direttrice della Coop Nautilus di piazza 80° Fanteria – La nostra libreria aderisce al progetto di consegna a domicilio “Libri da asporto”, che sta avendo successo e ci ha riportato a una dimensione che ci mancava, anche se in piccolo. Sono convinta che i libri siano un conforto, soprattutto in un momento così complesso. Proseguiremo in questa direzione, aspettando di poter ripartire in sicurezza per tutti».
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